Grindalf rompe il “Code”: elettronica emotiva e libertà dai pattern nel nuovo brano presentato su Unplugged Playlist

0
79

Il producer romano Grindalf è stato ospite del podcast Unplugged Playlist condotto da Sofìa Riccaboni per presentare il suo nuovo singolo “Code”: un viaggio musicale che rompe gli schemi, sfida i codici della routine e fonde emozioni, influenze liceali e sperimentazione elettronica.

Code: uscire dalla comfort zone musicale e personale

Il titolo del brano non è casuale: “Code” rappresenta per Grindalf una vera e propria uscita dai pattern mentali ed emotivi che ci tengono intrappolati nella nostra comfort zone. È una riflessione in musica su come la tecnologia e le abitudini ci condizionino, e su quanto sia necessario tornare all’ascolto di sé stessi per ritrovare autenticità.

“Ho parlato col me liceale, con le emozioni che mi scuotevano davvero: ho cercato di riconnettere tutto quel mondo dentro un solo brano”.

L’influenza dell’elettronica europea e l’approccio senza confini

Nonostante le radici romane, Grindalf ha un suono dal forte respiro europeo. Le sue ispirazioni spaziano dalla dubstep inglese ai pionieri dell’elettronica francese. Tra i nomi citati: Prodigy, Plus Familia, Flux Pavilion, Skrillex e Aphex Twin. Proprio “Avril 14th” di Aphex Twin è uno dei brani che Grindalf avrebbe voluto scrivere, perché capace di unire semplicità e potenza emotiva.

“Amo l’elettronica emotiva, più che quella fredda: la musica per me deve comunicare, anche senza parole”.

L’evoluzione artistica tra malessere fisico e nuove release

Il brano Code nasce anche da un periodo di cefalea cronica, che ha condizionato non solo la vita quotidiana di Grindalf ma anche la produzione musicale. L’artista racconta come la musica ambient sia stata fondamentale per gestire questo momento e come abbia influito nella composizione.

Non mancano anticipazioni sui prossimi progetti: «Sto lavorando a nuove tracce – spiega – e la prossima avrà un’anima più aggressiva, un richiamo al mio background metal».

Il sogno? Portare la sua musica ai festival internazionali

Tra i palchi che sogna, Glastonbury Festival e il Notting Hill Carnival di Londra. L’obiettivo non è solo suonare, ma condividere un messaggio e uno stile libero da confini e imposizioni.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here