Cristiano Di Felice, produttore cinematografico abruzzese, torna a far parlare di sé grazie a Saudage, seconda opera prima del regista Pietro Falcone. Un documentario nato in Abruzzo, ma capace di parlare al mondo, seguendo la filosofia del progetto Glocal Film: raccontare storie radicate nel territorio ma con respiro internazionale.
Dalle prime produzioni a Glocal Film
Il percorso di Di Felice inizia dieci anni fa con Conventland, film che gli valse il Premio SIAE al Miglior Talento Emergente alla Mostra del Cinema di Venezia. Da lì, la sua attenzione si è sempre concentrata sulle opere prime e sulla valorizzazione del cinema emergente.
Con Glocal Film, fondato insieme a IFA nel 2019, ha prodotto titoli come Wrestlove L’ amore Combattuto di Cristiano Di Felivce e Carne e Ossa di Roberto Zazzara, quest’ultimo dedicato alla tradizionale Corsa degli Zingari.
Saudage: un’opera corale
L’incontro con Pietro Falcone è avvenuto quasi per caso, a pochi metri da casa. Dopo aver visto un minuto e mezzo di immagini di repertorio, Di Felice ha deciso di produrre il film, seguendo un approccio unico: ricostruire una squadra di lavoro locale, coinvolgendo giovani professionisti in montaggio, musica e fotografia.
Il progetto è stato sostenuto da bandi e contributi, con una strategia di distribuzione mirata. Saudade ha debuttato al Festival del Cinema Asiatico e Latinoamericano di Milano, scelta dettata dall’esigenza di trovare il “contenitore” ideale per ogni film, senza inseguire automaticamente festival come Venezia o Cannes.
Il ruolo del produttore indipendente
Per Di Felice, il produttore non è solo un gestore di budget e sceneggiature, ma un facilitatore di percorsi creativi. L’obiettivo è capire cosa serve al film e al regista per crescere, anche a costo di rimettere mano a un’opera in fase di post-produzione.
Il consiglio ai giovani produttori è chiaro: partire da ciò che si conosce, fare un percorso insieme ai registi e non fermarsi davanti alle difficoltà di finanziamento.
Abruzzo e cinema: una sfida continua
L’Abruzzo, ultima regione italiana a dotarsi di una Film Commission, è per Di Felice un terreno di sfida e rivalsa. “Ogni film uscito da qui negli ultimi 15 anni è un caso di studio”, afferma. Il suo lavoro dimostra che anche dalla provincia si può fare cinema di qualità, con lo sguardo alto “come le giraffe”, sempre curiosi e pronti a cercare nuove opportunità nei mercati internazionali.

