Due serate d’estate, due luoghi simbolo della cultura italiana — il borgo di Cervo, tra i più belli d’Italia, e l’ex caserma di Saluzzo, oggi riconvertita a spazio per eventi — hanno fatto da cornice al ritorno a teatro di Elena Andreoli, protagonista dello spettacolo La forza del desiderio, realizzato insieme allo psicanalista e scrittore Massimo Recalcati.
Un progetto che intreccia filosofia, psicanalisi e letteratura, in un dialogo inedito tra lezione magistrale e performance teatrale.
Un testo che ribalta la visione tradizionale
Lo spettacolo prende spunto dagli studi di Recalcati sul rapporto tra religione e psicanalisi, che hanno impegnato l’autore per oltre dieci anni. Il messaggio centrale ribalta la visione punitiva e colpevolizzante di certa tradizione cattolica: il vero peccato non è vivere il desiderio, ma non seguirlo, rinnegando la propria natura e la possibilità di essere felici.
«Cristo non invita alla rinuncia, ma alla vita. Il peccato più grande è non ascoltare ciò che ci rende vivi»
Tre personaggi, una sola attrice
Sul palco Andreoli dà corpo a tre figure: una madre che resiste al destino segnato del figlio prematuro, un soldato che torna dalla Russia durante la Seconda Guerra Mondiale, e lo stesso Recalcati, narrato in chiave autobiografica.
Un’impresa interpretativa intensa, che Andreoli affronta con rigore e passione: «Fare tre personaggi non è stato difficile perché li ho amati profondamente. Ho cambiato voce, postura, energia. Il teatro greco mi ha insegnato che non conta l’età o il genere, ma la verità che porti in scena».
Un’esperienza di “metateatro”
La formula dello spettacolo è inedita: Recalcati alterna le sue lezioni magistrali con i brani teatrali, creando un continuo passaggio tra finzione e realtà. Questo “metateatro” costringe lo spettatore a uscire e rientrare dalla narrazione, stimolando riflessione e partecipazione attiva.
Il tutto accompagnato dalla sonorizzazione dal vivo dei musicisti Tony Berckmans e Carlos Zarattini, che hanno sostituito la scenografia con paesaggi sonori capaci di amplificare emozioni e suggestioni.
Dal palco al podcast
Dopo il successo delle prime date, il progetto si è arricchito di una versione podcast, dove Andreoli ha coinvolto due voci del cinema e del doppiaggio: Simone D’Andrea, voce italiana di Oppenheimer, e il giovane talento Sebastiano Tamburrini.
Un nuovo modo di far vivere i personaggi, trasportandoli in una dimensione intima e accessibile, capace di raggiungere anche chi non frequenta i teatri.
Un futuro ancora in cammino
Il pubblico ha risposto con entusiasmo.
«Siamo convinti che questo spettacolo debba continuare a viaggiare. Ha commosso, ha rapito e ha fatto riflettere. È un progetto vivo, e il pubblico ne ha colto la forza».
✦ La forza del desiderio non è solo uno spettacolo teatrale, ma un’esperienza che attraversa filosofia, psicanalisi e vita, aprendo uno spazio di confronto profondo sul senso stesso del desiderio e sul coraggio di seguirlo.

