Mara La Rosa, la voce di “Oh che sarà”: omaggio a Fiorella Mannoia tra rispetto e identità

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Una vocalità intensa, un amore profondissimo per il repertorio di Fiorella Mannoia e il desiderio di rendere omaggio a una delle interpreti più eleganti della musica italiana. È questo il cuore di “Oh che sarà”, tribute band siciliana guidata da Mara La Rosa, protagonista di una puntata di Unplugged Playlist condotta da Giuseppe Carrozza.

Fin dalle prime battute dell’intervista emerge quanto questo progetto sia nato in modo naturale, quasi spontaneo:

«La formazione è recentissima, l’abbiamo creata quasi per caso – racconta Mara – anche perché il mio timbro vocale è molto simile a quello della Mannoia e, in Sicilia, non esisteva ancora una tribute band a lei dedicata.»

Da qui l’idea: costruire uno spettacolo che celebri una cantante strepitosa, dalla voce unica e dal repertorio fortemente legato al sociale, con il duplice intento di onorarla e di regalare al pubblico un’esperienza emotiva intensa e condivisa.


Prepararsi a “indossare” una voce così iconica

Interpretare Fiorella Mannoia non è una sfida da poco. Mara lo sa bene e racconta il suo approccio alla preparazione vocale:

«Mi preparo ascoltando molto le sue canzoni. Non voglio imitarla, non è il termine giusto, ma immedesimarmi in lei. Studio i brani, il suo timbro, cerco di essere il più somigliante possibile mantenendo però sempre la mia identità.»

Il confine tra tributo e imitazione è sottile, e l’equilibrio va cercato ogni giorno:

«Voglio essere me stessa, ma allo stesso tempo devo trasmettere anche lei. È un equilibrio difficile da mantenere, ci lavoro continuamente.»

Il risultato è uno show in cui la voce di Mara ricorda Mannoia senza mai diventare copia, lasciando spazio alla personalità dell’interprete e alla sua sensibilità.


“Quello che le donne non dicono”: l’inno che accende il pubblico

Tra i brani del repertorio, uno in particolare occupa un posto speciale:

«Sicuramente Quello che le donne non dicono è la canzone che sento più mia. È iconica, parla delle donne, è un po’ il loro simbolo. Quando la canto, tutte le donne iniziano a cantare con me: questa partecipazione è straordinaria.»

È proprio in questi momenti che la connessione con il pubblico diventa più intensa, quasi fisica:

«La sento tantissimo quando interpreto i brani legati al sociale. Mannoia ha abbracciato tanti temi, sono canzoni conosciutissime: basta dare l’attacco e subito tutti partecipano. È qualcosa che coinvolge me e il pubblico, in maniera perfetta.»

La dimensione live di “Oh che sarà” è quindi fatta di condivisione, cori spontanei, dialogo costante tra palco e platea.


“Non è imitazione: sono sempre io”

Mara ci tiene a chiarirlo: dietro ogni interpretazione c’è un grande rispetto, ma anche molta autenticità personale.

«Quello che faccio non è un’imitazione, sono sempre io. Spero di trasmettere tanto, sia quando canto le mie canzoni, sia quando interpreto il repertorio di una cantautrice come la Mannoia. Fondamentale è il divertimento e il coinvolgimento con il pubblico.»

L’obiettivo è chiaro: creare serate in cui lo spettatore si emoziona e si diverte, riconoscendo le canzoni che ama ma sentendole al tempo stesso vive, personali, mai trasformate in un “museo” del passato.


Le radici musicali: da Giorgia a Mina, passando per il rock

Nel corso dell’intervista, Mara racconta anche quali artisti l’abbiano formata di più:

«Sicuramente Giorgia e Mina: per me sono icone. E poi, ovviamente, la Mannoia. Ho anche un’anima rock, mi affascina moltissimo la musica mondiale, dall’internazionale all’italiano. Diciamo che abbraccio un po’ tutto.»

Un bagaglio di ascolti ampio, che si riflette nel modo di stare sul palco: potente ma mai aggressivo, intenso ma mai sopra le righe. È il tratto distintivo di chi ha fatto della contaminazione musicale una ricchezza.


Prossime tappe e un sogno: far conoscere “Oh che sarà” anche fuori dalla Sicilia

Il progetto “Oh che sarà” è nato da poco, ma ha già le idee chiare sul futuro:

«Ci sono date già programmate a dicembre, gennaio e febbraio. Il nostro obiettivo è portarci fuori dalla Sicilia, farci conoscere anche altrove… e chissà, magari un giorno conoscere proprio lei, Fiorella Mannoia.»

Un sogno che non sembra così lontano, soprattutto se il passaparola continuerà a crescere di concerto in concerto.


Un invito: lasciarsi emozionare dal vivo

In chiusura, Mara lancia un messaggio a chi verrà ad ascoltarla:

«Vorrei dire alle persone di divertirsi, innanzitutto. Di venire ai concerti con la voglia di partecipare. Il mio desiderio è trasmettere tanto: la voce è il mezzo, ma quello che conta è quello che arriva al cuore.»

La sua partecipazione a Unplugged Playlist restituisce il ritratto di un’artista che vive il tributo non come imitazione, ma come atto d’amore verso una grande interprete e, allo stesso tempo, come occasione per affermare la propria identità.

Per chi ama Fiorella Mannoia – e per chi ha voglia di una serata intensa, fatta di parole, musica e partecipazione – “Oh che sarà” è un nome da tenere d’occhio e, soprattutto, da ascoltare dal vivo.

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