“Oltre le ferite”: a Palermo un reading teatrale per dare voce alle donne e alla rinascita

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Un teatro che ascolta, accoglie, cura. È questo lo spirito di “Oltre le ferite – Storie di donne, di violenze e di rinascita”, il reading teatrale ideato e diretto da Letizia Maria Mineo, promosso dall’Associazione Crisalide APS e inserito nel programma di Palermo Capitale Italiana del Volontariato 2025.

Lo spettacolo nasce per dare spazio alle storie – vere, immaginate, rielaborate – di donne che hanno conosciuto la violenza ma anche la possibilità di rialzarsi, trasformando il dolore in consapevolezza e desiderio di rinascita.


Associazione Crisalide APS: quindici anni di volontariato e cultura

Come ha ricordato il presidente Silvio Moncada nel corso dell’intervista con Giuseppe Carrozza per Cinema Stories, Crisalide APS opera da quasi quindici anni nel mondo del volontariato, grazie a decine di persone che mettono a disposizione tempo, competenze e, spesso, anche risorse economiche per sostenere la crescita sociale e culturale del territorio.

Le attività culturali, curate da Letizia Maria Mineo, hanno dato vita nel tempo a spettacoli e performance dedicati a temi di forte impatto sociale:

  • la memoria collettiva e le figure dimenticate della Sicilia del passato,
  • le migrazioni, raccontate tra partenze e approdi,
  • il tema della pace, affrontato anche con toni ironici e brillanti.

“Oltre le ferite” si inserisce in questo percorso, scegliendo di accendere i riflettori sulla violenza di genere e sull’importanza dell’amore di sé come motore di cambiamento.


Un percorso in tre momenti: dalle ferite alla trasformazione

Il reading è costruito come un viaggio in tre momenti:

  1. Le ferite
    Nella prima parte trovano spazio testimonianze, poesie, racconti e monologhi che danno voce, senza filtri, alle donne che hanno subito violenza. Le parole delle protagoniste permettono di “toccare con mano” la durezza di certe esperienze, ricordando che dietro ogni dato di cronaca c’è una persona, una vita, una storia interrotta o ferita.
  2. La consapevolezza
    Il secondo blocco, sempre attraverso testi e musica, accompagna lo spettatore verso l’idea di trasformazione interiore: riconoscere i meccanismi della violenza, imparare a leggere i segnali, uscire dal ruolo di vittima. Al centro c’è la riscoperta dell’amore per se stesse come primo passo per cambiare.
  3. La rinascita
    L’ultima parte guarda al futuro: la possibilità di ricominciare, di rimettere insieme i pezzi, di trovare nella propria forza – e nel sostegno della comunità – una via d’uscita dal baratro. È qui che il titolo “Oltre le ferite” trova il suo compimento: non si nega il dolore, ma lo si attraversa per arrivare a un altrove possibile.

Teatro, danza e musica: quando il non detto trova un linguaggio

Accanto alla parola, nel reading hanno un ruolo centrale la danza e la musica.

In scena ci sono:

  • la Compagnia dei Teatranti Extra Vaganti,
  • il gruppo Dance Crisalide Ensemble,
  • il maestro Dario Cirrito alla chitarra classica.

La danza – spiegano – permette di esprimere ciò che spesso non riesce a passare dalle parole: il non detto, i gesti mancati, le emozioni più profonde. Attraverso il corpo, il movimento e le scelte musicali, prende forma un linguaggio emotivo che parla direttamente al pubblico, toccando le corde più intime.

La musica non è un semplice sottofondo, ma diventa tessuto drammaturgico: crea un flusso continuo tra parole e note, accompagna il ritmo della narrazione, amplifica i passaggi più delicati, sostiene quelli più duri. È parte integrante del racconto, non un accessorio.


Il teatro come spazio terapeutico e di consapevolezza

Per Letizia Maria Mineo, il teatro ha una forte valenza quasi terapeutica: salire sul palco, prestare il proprio corpo e la propria voce a una storia, affrontare un tema doloroso “attraverso” un personaggio permette spesso di guardare da fuori ciò che si porta dentro.

Le ferite sociali sono tante – dai giovani alle donne, fino a tutte le persone che vivono forme diverse di disagio – e la consapevolezza è un primo passo fondamentale verso la cura. Il teatro, in questo senso, diventa uno spazio protetto dove:

  • riconoscere dinamiche di violenza,
  • identificarsi nelle storie narrate,
  • sentirsi meno soli,
  • intravedere una possibilità di cambiamento.

Un appuntamento che è anche impegno concreto

“Oltre le ferite” non è solo uno spettacolo: è anche un’occasione di incontro con chi ogni giorno lavora sul campo contro la violenza di genere.

Durante la serata saranno presenti associazioni che si occupano di supporto alle donne, con materiale informativo, contatti e indicazioni utili per chi vive situazioni di difficoltà o vuole saperne di più su come aiutare.

L’ingresso non prevede un biglietto tradizionale, ma una raccolta fondi a sostegno dei progetti sociali dell’Associazione Crisalide APS, a conferma della natura solidale e partecipata dell’evento.


In un tempo in cui la violenza contro le donne riempie le cronache con una frequenza insopportabile, “Oltre le ferite” sceglie la via dell’ascolto, dell’arte e della comunità per dire che il dolore non è l’ultima parola.
Il teatro, ancora una volta, diventa il luogo in cui le storie fanno male, ma possono anche iniziare a guarire.

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