C’è un’espressione che tutti abbiamo sentito almeno una volta: “la vita è una scuola”. È una frase che può suonare motivazionale, ma anche crudele, soprattutto quando ti senti in ritardo, fuori posto, come se stessi collezionando insufficienze. Da qui nasce “Rimandato a settembre”, il nuovo brano di Daniele Incicco, una canzone che prende l’immaginario della bocciatura e lo trasforma in consapevolezza.
Ospite di Unplugged Playlist con Sofia Riccaboni, Incicco racconta con sincerità che il titolo è volutamente “fuori stagione”: non importa il mese, non importa il calendario. Le canzoni – quelle vere – escono quando sono pronte. E questa, più che una canzone, è una dichiarazione: non si vive per rispettare scadenze e aspettative, ma per ritrovare il proprio tempo.
Il cuore del brano: la bocciatura come metafora dell’autosabotaggio
“Rimandato a settembre” parla di quel momento in cui ti guardi allo specchio e senti che non stai andando come dovresti. Non per forza perché qualcuno te lo dice, ma perché lo ripeti a te stesso. È la bocciatura interiore: quella che nasce dal giudizio, dalla vergogna, dall’idea di non essere “abbastanza”.
Incicco non addolcisce il racconto: ammette di non essere stato un “modello” e usa l’ironia per entrare in un tema profondo. Proprio questo contrasto rende il pezzo potente: fa sorridere, ma poi ti costringe a guardare dove fa male. E in quel punto apre uno spiraglio.
Dal giudizio al perdono: il lavoro su di sé dietro la canzone
Dietro la scrittura del brano c’è un percorso personale di crescita: mettere in discussione convinzioni radicate, osservare i meccanismi che ti portano sempre allo stesso punto, imparare a non identificarti con i tuoi errori. In questo cammino un ruolo importante lo ha avuto anche la terapia, vissuta come strumento per rompere automatismi e imparare un linguaggio diverso verso se stessi.
C’è un passaggio centrale che nel brano si sente: il perdono. Non quello facile, non quello da frase fatta, ma quello reale – faticoso – che arriva quando accetti che non tutto può essere riscritto, e che proprio lì può iniziare qualcosa di nuovo.
Suono e atmosfera: rock, chiaroscuri e un cantato “in controllo”
Musicalmente “Rimandato a settembre” è un brano rock, con un’energia viva e chitarre che spingono, ma senza perdere la cura dei dettagli. Incicco lo descrive come pieno di chiaroscuri: potenza e vulnerabilità, impatto e misura.
Il canto non è urlato per forza: è elegante, quasi “in controllo”, come se servisse a proteggere il messaggio mentre attorno la band può esplodere. È un equilibrio interessante: la musica corre, ma la voce resta centrata, come un filo che tiene insieme tutto.
Cosa vuole lasciare a chi ascolta
“Rimandato a settembre” non predica e non dà lezioni: offre uno spazio. Uno spazio in cui chi si sente indietro può riconoscersi senza doversi giustificare. La canzone parla a chi cade, a chi si vergogna, a chi pensa di aver perso un treno. E prova a dire una cosa semplice, ma rara: non sei la tua bocciatura.
Sogni e direzioni: palchi, influenze e futuro
Nel racconto emergono anche desideri chiari: un palco come Sanremo, vissuto non come vanità ma come traguardo simbolico. E poi il sogno di collaborare con artisti che hanno segnato il suo percorso, come Ligabue, fino all’idea di scrivere per voci capaci di trasformare emozioni in canzoni che restano.
Le influenze raccontano un artista attraversato da mondi diversi: blues, rock, riferimenti internazionali, fino alle esperienze più dure dell’adolescenza metal. Un mix che spiega perché il suo suono riesca a essere ruvido senza perdere sensibilità.
Il prossimo passo: nuovi singoli, un disco, i live
Il percorso di Incicco continua con nuovi brani in arrivo e un progetto più ampio che guarda anche al live: perché canzoni come questa, nate da un’urgenza vera, spesso si completano davvero davanti alle persone, quando trovi un pubblico che non ascolta soltanto… ma si riconosce.

