Recensione Amara Giorgio Poi – “Schegge Reworks”

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Schegge Reworks non è un disco nuovo, e non finge di esserlo.

È piuttosto una stanza parallela, una rilettura gentile di un album che aveva già detto molto, ma che qui prova a parlare con un’altra voce.

Le canzoni di Giorgio Poi restano fragili, sospese, emotivamente leggere.

I rework aggiungono dettagli, spostano l’aria, cambiano la luce.

A volte funzionano: alcune tracce acquistano profondità, respirano di più, sembrano crescere in silenzio.

Altre volte, invece, l’intervento è così discreto da sembrare quasi superfluo.

Il rischio di Schegge Reworks è proprio questo: essere un disco più da ascoltare con attenzione che da ricordare.

Non disturba mai, non inciampa mai, ma raramente sorprende.

È un album che accompagna più che incidere, che resta sullo sfondo come una giornata nuvolosa senza pioggia.

Eppure, la coerenza emotiva resta intatta.

Giorgio Poi non tradisce mai il suo mondo, e anche quando non aggiunge davvero qualcosa, almeno non toglie nulla.

 Caffè Amaro:

“Un riflesso elegante. Ma l’originale brilla ancora di più.”

Voto: 6.5/10

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