Tutta vita (sempre) è un disco che non alza la voce, ma nemmeno la abbassa troppo.
Olly continua a muoversi nel suo spazio naturale: pop emotivo, malinconia gentile, canzoni che parlano d’amore senza fare troppi giri di parole.
Il problema — se così si può chiamare — è che l’album gioca quasi sempre in difesa.
Le melodie funzionano, i testi arrivano, la produzione è curata.
Ma raramente si ha la sensazione che Olly stia davvero rischiando qualcosa.
C’è sincerità, questo va detto.
E si sente soprattutto nei momenti più semplici, quando le canzoni sembrano scritte più per sfogarsi che per piacere.
Altrove, invece, Tutta vita (sempre) sembra inseguire un’idea di pop “giusto”, corretto, ben educato.
È un disco che scorre bene, ti fa compagnia, ti prende per mano.
Ma difficilmente ti trascina.
Più che lasciare il segno, lascia una buona impressione.
Caffè Amaro:
“Vero, sentito. Ma ogni tanto servirebbe un salto nel vuoto.”
Voto: 6.5/10

