C’è un modo di dire che torna spesso quando una band arriva a un punto di svolta: “chiudere il cerchio”. Nel caso degli ATLANTE, però, non si tratta di una formula. “Ricordi Segreti”, in uscita il 23 gennaio, è davvero l’atto finale di un percorso — ma con una particolarità: invece di mettere un punto, lascia una porta socchiusa. È un EP che nasce come costola del precedente lavoro Poi Rinascere, e che trasforma materiale emotivo e sonoro di quella fase in un lavoro nuovo, frastagliato, più sperimentale.
A raccontarlo è Andrea, intervistato da Sofia Riccaboni per Unplugged Playlist: “Ricordi Segreti” completa una traiettoria durata dieci anni, fatta di trasformazioni continue, dove il suono degli ATLANTE non è mai rimasto fermo nello stesso posto.
Dieci anni di evoluzione: dall’alternative rock al crossover elettronico
La storia degli ATLANTE è quella di un progetto che si è spostato, disco dopo disco, lungo coordinate sempre più ibride. Nati con un’impronta alternative rock “di pancia” (più vicina a un certo rock americano/inglese), col tempo hanno iniziato a contaminare: prima un’area più “Verdena”, poi una sensibilità più elettronica e atmosferica, fino ad arrivare — con Poi Rinascere — a un linguaggio che incrocia rock ed elettronica sincopata, con richiami a drum and bass, UK garage e breakbeat.
È importante perché “Ricordi Segreti” non arriva dal nulla: è il risultato di questo percorso. È la fotografia di un’identità che non ha paura di cambiare forma.
Quattro tracce, due inediti e due rework: un EP costruito per dare valore
L’EP è composto da quattro brani: due inediti (Ricordi e Segreti) e due rework di pezzi già presenti in Poi Rinascere. La scelta non è casuale: quelle canzoni erano state scritte durante lo stesso periodo creativo, ma non erano entrate nel disco. Eppure, per la band, meritavano una vita autonoma. Da qui l’idea di pubblicarle come un “capitolo B-side” che, in realtà, diventa parte integrante del racconto.
Accanto a questo, i due rework funzionano come un gesto di apertura: dare una seconda vita ai brani, ma anche guardarli da un altro punto di vista, lasciandoli attraversare da sguardi più giovani.
“Ricordi” e “Segreti”: due stati emotivi opposti
Il cuore dell’EP sta nella tensione tra due brani che, volutamente, si muovono in direzioni opposte.
- “Ricordi” è descritta come una traccia scura, con due anime, sostenuta da una ritmica sincopata e poco ripetitiva, quasi un “singhiozzo” che si apre nel ritornello e poi torna a inabissarsi. È un pezzo che non si adagia: urta, spinge, cambia.
- “Segreti” è l’opposto: distesa, leggerissima, quasi sospesa. Andrea la definisce “allo stato gassoso”: non esplode mai davvero, resta su un filo, più eterea, più areosa.
Questa doppia polarità è una chiave di lettura precisa: gli ATLANTE non provano a semplificare l’emozione, la mostrano nelle sue contraddizioni. E la musica diventa il luogo in cui quell’oscillazione prende forma.
I rework: Edera e Amore Audio riscrivono l’asse del suono
I due rework completano l’EP e lo rendono un oggetto “vivo”, aperto alla contaminazione:
- “Sabbia – Rework” si lega alla voce di Edera, artista che porta una delicatezza nuova e spoglia il brano per farlo respirare in un’altra direzione.
- “Dita – Rework” nasce con Amore Audio, duo elettronico che spinge il pezzo verso un’impronta più club e nervosa.
La cosa interessante è che gli ATLANTE non “commissionano” un remix con regole rigide: lasciano spazio, si fanno influenzare, scelgono apposta realtà più giovani perché portino una visione diversa. È un modo intelligente di chiudere un cerchio: non guardando solo indietro, ma lasciando che il passato venga riletto da chi sta arrivando dopo.
Il tour: Roma, Pisa, Bologna, Milano e due date speciali a Torino
“Ricordi Segreti” non resterà chiuso in studio: gli ATLANTE lo porteranno in giro con un calendario live fitto.
- 30/01 – Roma, Wishlist Club
- 31/01 – Pisa, Cantiere San Bernardo
- 14/02 – Bologna, Covo Club
- 17/03 – Milano, Arci Bellezza
- 19/03 – Torino, Murazzi del Po
- 20/03 – Torino, Murazzi del Po
Le due date torinesi hanno un valore simbolico forte: una festa speciale per celebrare i 10 anni di attività in un luogo che per loro è diventato “casa”.
Sogni e riferimenti: Verdena, Bon Iver, Radiohead
Nell’intervista, quando si parla di sogni e ispirazioni, gli ATLANTE citano nomi che spiegano bene la loro traiettoria: Verdena (un riferimento emotivo e identitario), ma anche Bon Iver e Radiohead come orizzonte di ricerca sonora. E c’è una confessione che vale più di mille definizioni: la canzone che Andrea avrebbe voluto scrivere è “Perth” di Bon Iver. Un dettaglio che racconta la direzione: intensità, stratificazione, emotività che passa attraverso il suono.
Un addio al passato che non è nostalgia
“Ricordi Segreti” funziona perché non è nostalgia. È un gesto consapevole: prendere ciò che è stato e trasformarlo in carburante per altro. L’EP saluta una fase, ma lo fa sperimentando, mettendosi in gioco, scegliendo collaborazioni che spostano l’asse e aprono prospettive.
E forse è proprio questa la cosa più interessante degli ATLANTE oggi: la loro identità non è un genere, ma un modo di cambiare forma senza perdere verità.

