C’è un momento, per chi scrive, in cui la pagina smette di essere solo carta e diventa relazione: domande, sguardi, ascolto. Per Riccardo Alberto Mangiacapra quel momento ha un nome preciso: Casa Sanremo Writers 2026, dove l’autore porterà il suo romanzo La tela di Archimede durante la settimana del Festival. Un approdo che ha il sapore di una tappa emotiva prima ancora che professionale, in una città—Sanremo—sentita come familiare, per legami affettivi e memorie personali.
Sanremo come luogo simbolico
Partecipare a Casa Sanremo Writers significa entrare in un contesto intensissimo, dove la città si trasforma e le storie trovano nuovi ascoltatori. Mangiacapra non nasconde l’entusiasmo, ma ne riconosce anche il peso emotivo: portare un libro così intimo in un luogo così esposto richiede attenzione, presenza, capacità di stare nell’incontro. Le date, come spesso accade nella settimana sanremese, si definiscono fino all’ultimo, ma l’attesa è già parte dell’esperienza.
Un libro che “cammina” tra i lettori
Negli ultimi mesi La tela di Archimede ha incontrato il pubblico in varie presentazioni, restituendo all’autore un segnale chiaro: la storia arriva. Non solo nelle sale o negli eventi, ma anche nei gesti quotidiani, nei riconoscimenti spontanei, nelle conversazioni inaspettate. È la sensazione—preziosa per chi scrive—che il libro stia camminando da solo, oltre la promozione.
Un omaggio alla Sicilia, tra immaginazione e cultura
C’è una domanda che torna spesso durante gli incontri: “Sei siciliano?”. La risposta è no, ma la Sicilia è una presenza forte nel romanzo. Mangiacapra dichiara un amore profondo per quella cultura—per i suoi scrittori, l’architettura, l’immaginario—e sceglie di ambientare la storia a partire da un paese immaginario, San Liberato, come omaggio a una terra che sente ricchissima di significati.
La storia: crescere contro, partire per salvarsi
Il romanzo segue Archimede fin dall’origine: una nascita segnata dallo stigma, un’infanzia ostile, un contesto familiare e sociale che respinge. Bullismo, violenza emotiva, isolamento. Poi la necessità di andare via per costruirsi altrove: Milano per gli studi e il lavoro, Londra come ulteriore tappa di trasformazione. Il ritmo è quello di una storia che scorre—intensa senza essere opprimente—capace di tenere il passo del lettore.
Un romanzo “al femminile”, oltre il protagonista
Pur avendo un protagonista maschile, La tela di Archimede è attraversato da figure femminili decisive. Donne che cercano di liberarsi da ruoli imposti e da dinamiche di dominio, pagando spesso un prezzo alto. È una dimensione centrale del libro, che intreccia la vicenda personale con riflessioni più ampie sul contesto culturale e sui primi movimenti di emancipazione.
Cosa portare a casa da Casa Sanremo Writers
Alla vigilia dell’incontro, il desiderio dell’autore è semplice e concreto: incontrare persone, ascoltare, vedere riconosciuta la verità della storia. Nessuna posa da “grande evento”, ma la speranza che Sanremo diventi una cassa di risonanza autentica, capace di far arrivare il romanzo a nuovi lettori.
Nel frattempo, Mangiacapra guarda avanti: un nuovo progetto narrativo è già in lavorazione. Quando sarà pronto, tornerà a raccontarlo.

