Roberta Tondelli omaggia Pino Daniele con “Ammore scumbinato”: smooth jazz, radici napoletane e un album di cover in arrivo

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C’è un modo elegante (e per niente scontato) di rendere omaggio a un gigante come Pino Daniele: scegliere un brano non inflazionato, rispettarne l’anima e allo stesso tempo avere il coraggio di farne una versione davvero personale. È quello che fa Roberta Tondelli con “Ammore scumbinato”, uscito in radio a dicembre: un tributo che arriva nel decimo anniversario della scomparsa di Pino, ma che nasce soprattutto da un legame profondo con la sua musica, maturato nel tempo fino a diventare una scelta inevitabile.

Perché proprio “Ammore scumbinato”

La selezione del brano non è stata casuale. Roberta racconta di aver valutato più canzoni prima di decidere, proprio per evitare l’effetto “cover già sentita” e un omaggio che sembrasse soltanto un’operazione. Alla fine, la direzione si è chiarita: “Ammore scumbinato aveva la combinazione giusta di intensità e spazio creativo, perfetta per aprire la strada a un suono che la rappresenta oggi: una chiave smooth jazz, morbida e raffinata, capace di far respirare la melodia e illuminare nuove sfumature.

“Adesso mi sentivo pronta”: il coraggio di toccare Pino

Il punto interessante non è solo musicale: è emotivo. Per anni Roberta non se l’è sentita di incidere un brano di Pino Daniele. Portarlo dal vivo era una cosa, registrarlo era un’altra. Dopo la scomparsa di Pino, inoltre, ha percepito una sorta di sovraccarico di omaggi e cover, e la sua esigenza era chiara: se doveva farlo, doveva farlo nel modo giusto, con rispetto e con un’identità precisa.

Il momento è arrivato quando ha iniziato a lavorare al prossimo album: un disco composto interamente da cover, in gran parte legate alla tradizione napoletana, rilette in chiave smooth jazz. Un progetto che nasce da un’idea molto netta: non fermarsi al “classico da cartolina”, ma valorizzare un patrimonio musicale enorme, spesso dimenticato o conosciuto solo a metà, soprattutto dalle nuove generazioni.

Una scelta controcorrente nell’era delle produzioni veloci

C’è anche una dimensione “di metodo” che rende questo singolo interessante: Roberta sceglie un suono caldo, suonato, vero, in un periodo in cui la produzione musicale corre spesso verso l’essenziale e il sintetico. Dietro “Ammore scumbinato” c’è un team di musicisti e un lavoro di arrangiamento che punta alla qualità e all’eleganza, con una presenza strumentale importante che dà carattere al brano.

Accanto a lei c’è il suo arrangiatore storico Maurizio Stenillo, con cui lavora dal 2016, e una squadra che contribuisce in modo decisivo all’atmosfera: piano e tastiere, chitarre, percussioni, contrabbasso e un elemento che spicca e “firma” il pezzo: l’armonica, che diventa quasi una voce parallela. Nel progetto c’è anche un nome legato alla famiglia di Pino Daniele: un dettaglio che per Roberta rappresenta un segno di autenticità e di vicinanza reale, non solo simbolica.

Il nuovo album: 14 tracce, vinile e radici ben piantate

“Ammore scumbinato” è anche un’anticipazione di un album in uscita indicativamente a metà marzo, composto da 14 tracce, tutte cover. L’idea è chiara: riportare al centro la canzone napoletana come poesia, racconto, identità. Roberta lo dice con una frase che pesa: “le radici devono essere salde”. E aggiunge un elemento generazionale: persino i suoi figli, che hanno poco più di vent’anni, non conoscono davvero quel repertorio. Questo disco, quindi, diventa anche un ponte: un modo per far arrivare quei brani a chi oggi non li incontra più.

E poi c’è una scelta testarda e romantica: il vinile. In un’epoca dominata dallo streaming, Roberta vuole ancora l’ascolto “da seduti”, quello che ti obbliga a fermarti e ad entrare nelle sfumature, senza scorrere via in sottofondo.

Dal palco a Troisi, e poi di nuovo in tour

Negli ultimi anni Roberta ha portato in giro anche un progetto live dedicato a Massimo Troisi. Ora le date legate al nuovo album sono in costruzione, ma l’obiettivo è tornare dal vivo con questo repertorio e farlo viaggiare: non solo in Campania, ma su palchi più ampi, dove questo tipo di musica può diventare una sorpresa per chi pensa di conoscere già tutto della tradizione.

Un omaggio che non copia: interpreta

La forza di “Ammore scumbinato” sta qui: non tenta di imitare Pino Daniele, non lo “mima”. Lo rispetta e lo attraversa, con delicatezza, trasformandolo in un suono nuovo. È la differenza tra una cover e un’interpretazione. E se questo singolo è davvero l’apertura del progetto, il messaggio è già chiaro: la tradizione non è una teca di vetro. È qualcosa che puoi toccare — con cura — e far vivere nel presente.

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