STONA racconta “Altaluna”: la canzone nata nel silenzio che insegna a perdonarsi

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Ci sono canzoni che arrivano come un lampo, e altre che nascono piano, quando il mondo si spegne e rimani solo con i pensieri. “Altaluna” di STONA appartiene a questa seconda categoria: un brano nato durante una notte silenziosa, quando la sera e la notte “fanno fluire meglio i pensieri” e diventano il momento perfetto per buttare giù idee, emozioni, immagini.

In questa puntata di Unplugged Playlist, STONA racconta come Altaluna sia nata in modo essenziale, quasi naturale: voce e pianoforte, una scrittura semplice e diretta che mette al centro un tema universale ma spesso trascurato: perdonarsi. Accettare gli errori quotidiani, smettere di crocifiggersi per ciò che non è andato, riconoscere che non possiamo controllare tutto. E proprio per questo, imparare a fare tesoro delle cadute senza trasformarle in condanne.

La versione intima e quella “abbracciata” dagli archi

Dopo la prima registrazione – ancora più intima, quasi sussurrata – arriva una scelta che cambia la prospettiva emotiva del pezzo: una nuova versione arricchita da un quartetto d’archi. STONA spiega che, nel momento in cui ha deciso di pubblicare Altaluna come singolo, ha sentito il bisogno di aggiungere qualcosa che potesse “abbracciare” di più le parole, completare il testo e amplificarne il significato.

Gli archi non diventano un semplice ornamento: sono un supporto narrativo, una mano sulla spalla. Nella sua percezione, rendono il brano più “grande” senza tradirne la natura, aiutando l’ascoltatore a entrare ancora più a fondo nel messaggio.

Il punto di svolta: accettare che la vita non si governa

Uno dei passaggi più intensi dell’intervista è quando STONA parla di quel momento raro in cui smetti di giudicarti e finalmente ti perdoni. Non lo racconta come un traguardo definitivo, ma come un processo che può arrivare in età diverse, in periodi diversi, e che spesso nasce da una presa di coscienza: la vita non è totalmente governabile.

C’è un tempo in cui ci illudiamo di aver raggiunto una “quiete” e di poter prevedere ciò che succederà. Poi arriva la realtà, con le sue curve improvvise, e ci costringe a guardare in faccia una verità semplice: cadute e fallimenti fanno parte del cammino. E non per questo dobbiamo colpevolizzarci. Dobbiamo, piuttosto, riconoscerli, attraversarli, imparare e andare avanti.

L’equilibrio e il caos: la ricerca che tiene vivo un artista

Per STONA, i temi dell’equilibrio e del “caos bilanciato” non sono solo un’ossessione poetica, ma una condizione quasi strutturale dell’essere artista. La scrittura, per lui, è legata a doppio filo a questa continua incertezza: una ricerca costante che tiene vivo l’autore, lo spinge a curiosare, riflettere, scoprire, e soprattutto a far riflettere.

In un certo senso, è proprio l’instabilità – se ascoltata e trasformata – a diventare una fonte inesauribile di motivazioni. E Altaluna è l’esempio perfetto: una canzone che non dà risposte definitive, ma apre uno spazio in cui riconoscersi.

Il peso dell’immagine: “la componente visiva vale tantissimo”

Non solo suono. STONA parla anche dell’artwork di Altaluna, firmato dall’artista grafico Spencer Robens, che nella sua carriera ha lavorato con nomi enormi della musica internazionale. Per il cantautore è stata “un’enorme soddisfazione” averlo a bordo, ma soprattutto una conferma: l’immagine, nella musica, conta eccome.

STONA arriva a dire che la componente visiva può valere anche una percentuale altissima del progetto, soprattutto quando è coerente e “parla” la stessa lingua delle canzoni. Nel caso di Robens, è stato un colpo di fulmine: collage analogici, gusto vintage, un’estetica forte e riconoscibile che, per lui, rappresentava perfettamente l’universo dell’album.

“Altaluna” come faro: non una soluzione, ma una direzione

Alla fine, resta la domanda più bella: se Altaluna fosse un faro, cosa dovrebbe illuminare? La risposta di STONA è delicata e potente: una direzione, non un obbligo. Un piccolo suggerimento gentile, un modo per accompagnarci verso qualcosa di più sereno, in tempi che spesso sembrano tutt’altro che tranquilli.

E forse è proprio questo il cuore del brano: non promettere salvezze, ma offrire un orientamento. Come la luna, che non chiede nulla — e per questo ci insegna a essere, semplicemente, quello che siamo.

Nel frattempo, STONA ha già annunciato che sta pianificando nuove date live per la primavera: gli aggiornamenti arriveranno sui suoi canali ufficiali.

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