lagaiaff debutta con “selmaya”: un EP tra luna, filtri del presente e pop elettronico da pelle e atmosfera

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C’è un modo di fare debutti che sembra una presentazione formale: “eccomi, questo sono io”. E poi c’è un altro modo, più vero, più rischioso: usare il primo EP come un rito di passaggio, un punto zero, una dichiarazione di identità. “selmaya”, primo EP di lagaiaff, appartiene alla seconda categoria. Non è solo una raccolta di brani: è un nuovo inizio, un viaggio che unisce estetica, simboli e crescita personale dentro un suono che mescola intimità e ritmo, delicatezza e corpo, pop alternativo ed elettronica contemporanea.

Dietro il nome lagaiaff c’è Gaia, cantautrice italo-spagnola di 23 anni, nata a Carrara e oggi di base a Madrid. Una scelta che racconta già un’idea di musica senza confini: lingue diverse, influenze internazionali, una sensibilità che non si lascia chiudere in un’unica scena.

Perché “lagaiaff”: un nome che nasce dal modo in cui ti chiamano gli altri

Il nome d’arte non arriva per caso. Gaia racconta di aver scelto lagaiaff per distinguersi e dare un senso più preciso al suo percorso: non solo perché “Gaia” è un nome molto diffuso nella musica italiana, ma perché quel soprannome le apparteneva già. “LaGaiaf” è il modo in cui tante persone si sono sempre riferite a lei, quasi naturalmente. E quelle due “f” finali – legate al cognome – diventano una firma sonora e visiva, semplice ma riconoscibile.

È una scelta che suona come un passaggio: dal nome anagrafico a un’identità artistica più definita, più consapevole.

“selmaya”: un titolo simbolico, tra Selene e il Velo di Maya

Anche il titolo dell’EP è una dichiarazione. “selmaya” unisce due immagini forti: Selene, dea della luna, simbolo di femminilità, intuizione e ciclicità; e il Velo di Maya, inteso come metafora di una realtà filtrata, distorta, coperta da una nebbia informativa che rende difficile distinguere ciò che è vero da ciò che appare.

Dentro questa fusione c’è il cuore del progetto: un percorso di spoliazione e introspezione, un tentativo di attraversare illusioni e filtri, seguendo “la luce della luna” per arrivare a una comprensione più autentica di sé.

Tre lingue, un’unica voce: inglese, spagnolo e italiano

La scrittura di lagaiaff nasce in più lingue: prima l’inglese, poi lo spagnolo e l’italiano. Non è una scelta “a tavolino”, ma un processo intuitivo: la lingua arriva spesso insieme alla strumentale, all’emozione che quel suono accende. Gaia racconta che dipende da ciò che vuole dire e da come lo sente: alcune frasi nascono più naturali in spagnolo, altre chiedono l’italiano, altre ancora vogliono la distanza dell’inglese.

Il risultato è una musica che non cambia identità cambiando lingua: resta riconoscibile perché la vera firma è la voce – eterea, emotiva, atmosferica – e l’universo che costruisce attorno.

Madrid come svolta: un ambiente più aperto, più internazionale, più vivo

Nel racconto dell’artista, Madrid non è solo una città: è un acceleratore. Dopo un’esperienza di Erasmus, Gaia decide di restare e qui trova una scena musicale più aperta e contaminata, dove entra in contatto con artisti, producer e immaginari provenienti da America Latina, Stati Uniti e Spagna.

Cambia anche il modo di vivere la creatività: più occasioni di collaborazione, più eventi, più stimoli, più libertà. Una crescita che si riflette direttamente in “selmaya”, che nasce con maggiore consapevolezza e direzione.

La collaborazione con ROMA: creare a distanza, con la stessa intesa

Un elemento centrale del progetto è il lavoro con ROMA, producer con cui lagaiaff collabora anche a distanza. Il loro metodo è ormai rodato: si collegano online, condividono riferimenti, ascoltano, costruiscono idee in tempo reale. Gaia canticchia, arriva un’intuizione, la registrano, la sviluppano, la rifiniscono.

È un modo di lavorare che oggi è sempre più comune, ma qui non è solo “comodità”: è un rapporto di fiducia creativa, diventato quasi amicizia, che permette al suono di crescere senza perdere naturalezza.

La listening party: tradurre i testi per creare connessione

Uno dei dettagli più belli del racconto di “selmaya” è la cura per l’ascolto. Alla listening party di Madrid, Gaia ha scelto di proiettare le traduzioni dei brani, soprattutto quelli non in spagnolo, per rendere i testi comprensibili e condivisibili emotivamente. È una scelta che dice molto: lagaiaff vuole che la sua musica non sia solo atmosfera, ma anche messaggio, significato, relazione.

L’obiettivo non è spiegare tutto, ma permettere alle persone di ritrovarsi, di interpretare, di collegare le canzoni alla propria vita.

Verso il live: portare “selmaya” sul palco come esperienza immersiva

Il passo successivo è trasformare questo universo in performance. Gaia sta lavorando a nuovi live show, con l’idea di rendere “selmaya” un’esperienza immersiva: voce, movimento, presenza scenica intuitiva e vicina al pubblico. Un progetto in cui la dimensione atmosferica deve convivere con ritmo e corpo, con una musica sempre più danzabile ma ancora profondamente emotiva.

E in questa fase, il debutto diventa davvero quello che doveva essere: non un punto d’arrivo, ma l’inizio di un percorso.

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