Dal 16 febbraio al 19 aprile 2026 la Casa Museo Hendrik Christian Andersen di Roma ospita la mostra “Una visione internazionale – Libri d’artista – Omaggio a Hendrik Christian Andersen”, un progetto espositivo che mette in relazione venti artisti — dieci americani dell’area di Los Angeles e dieci italiani, prevalentemente attivi a Roma — attraverso un linguaggio affascinante e raro: il libro d’artista.
Una collettiva che non si limita a ricordare Andersen, ma sceglie di farlo nel modo più coerente con la sua natura di visionario: trasformando il museo in un luogo di dialogo internazionale, sperimentazione e racconto, dove biografia, utopia e materia diventano forma.
Un omaggio che nasce da un’idea di futuro
Hendrik Christian Andersen (1872–1940), scultore, pittore e urbanista nato in Norvegia ed emigrato negli Stati Uniti, si stabilì a Roma dal 1899. Qui fece costruire Villa Helene, oggi sede del museo, con lo studio al piano terreno: un ambiente che conserva ancora l’energia di un laboratorio creativo, più che di una semplice casa storica.
Al centro del suo percorso c’è un sogno ambizioso: il progetto del Centro Mondiale della Comunicazione, un’utopia urbana fondata sull’idea di scambio, connessione e visione comune. Per promuoverla, Andersen realizzò anche un volume ricchissimo di mappe, disegni e testi: un “libro” che diventa oggi simbolo perfetto per una mostra costruita proprio attorno alla forma-libro.
Vent’anni artisti, venti libri: un viaggio tra materiali e immaginari
La mostra nasce dalla riflessione di venti artisti che, partendo dall’opera e dalla biografia di Andersen, hanno realizzato venti libri d’artista: oggetti unici, diversi per materiali e tecniche, ma uniti da una stessa scintilla creativa.
Il percorso invita il pubblico a spostare lo sguardo: non solo osservare opere, ma entrare in una dimensione più intima e sensoriale, dove il libro può diventare archivio, scultura, mappa emotiva, racconto visivo, gesto poetico. Ogni lavoro apre un varco: rilegge Andersen e, allo stesso tempo, parla del presente — di identità, memoria, migrazioni, utopie, futuro.
Due anime in dialogo: America e Italia
Uno dei nuclei più forti del progetto è il confronto tra le due anime di Andersen — quella americana e quella italiana — messe in relazione attraverso lo sguardo degli artisti. È un dialogo che non cerca contrapposizioni, ma un confronto che illumina: la stessa figura genera interpretazioni molteplici e compatibili, capaci di restituire l’idea di un artista “ponte”, appartenente a più geografie e più culture.
Non è un caso che la mostra abbia avuto una prima tappa negli Stati Uniti: un passaggio che rafforza il senso del progetto come ponte culturale tra scene artistiche e contesti diversi, prima di approdare a Roma in un luogo che è esso stesso parte della storia di Andersen.
Curatela, catalogo e programma collaterale
Il progetto espositivo è coordinato e curato da un team che lavora sul doppio asse Italia–USA, con una curatela distinta per gli artisti americani e per quelli italiani, in collaborazione con la Casa Museo. Ad accompagnare l’esposizione c’è un catalogo scientifico bilingue, pensato per consolidare il lavoro di ricerca e rendere fruibile la mostra anche oltre la sua durata.
Sono previsti anche eventi collaterali di valorizzazione, che verranno comunicati nel corso del periodo espositivo.
Informazioni utili: date, orari, biglietti
La mostra è visitabile dal 16 febbraio al 19 aprile 2026 alla Casa Museo Hendrik Christian Andersen (Roma). È inclusa nel biglietto di ingresso della Casa Museo.
Orari: dal martedì alla domenica 9.30–19.30 (ultimo ingresso 18.45), chiuso il lunedì.

