Ci sono storie che non iniziano con un evento clamoroso, ma con qualcosa di molto più semplice e potente: un gesto d’amore. È da qui che prende forma “SEMEDAMORE”, il romanzo di Maurizio Rivera, pubblicato da Armando Curcio Editore. Un titolo scritto volutamente tutto attaccato, come se fosse un’unica dichiarazione, un concetto indivisibile.
Il libro racconta la vita di Esther, una donna che attraversa un intero secolo di storia. Ma non è solo il tempo a essere protagonista: è ciò che resta dopo. Perché l’amore che Esther semina nelle persone intorno a lei non si esaurisce con la sua esistenza, ma continua a vivere nelle generazioni successive. Il romanzo si sviluppa infatti su tre piani temporali, intrecciando passato e presente in un dialogo costante tra memoria e identità.
La memoria come atto di resistenza
Al centro del libro c’è un tema forte e attuale: la memoria. Non solo quella personale, ma quella collettiva, culturale. In un’epoca in cui tutto scorre rapidamente e le radici sembrano dissolversi nella velocità del presente, “SEMEDAMORE” invita a fermarsi e a ricordare.
Il romanzo suggerisce che dimenticare chi siamo, da dove veniamo, cosa ci ha formati, equivale a perdere una parte essenziale di noi stessi. Eppure la memoria non sparisce mai del tutto: resta sotto traccia, pronta a riemergere.
Gianni, il sognatore che non si arrende
Accanto a Esther troviamo Gianni, uno dei personaggi più intensi della narrazione. È un sognatore, un uomo che crede nell’amore con una tenacia quasi disarmante. Quando le cose crollano, non si arrende: diventa più forte. È un personaggio che incarna la possibilità di restare fedeli ai propri valori anche quando il mondo sembra spingere nella direzione opposta.
Gianni è anche simbolo di una ricerca: quella di un amore che attraversa confini geografici e culturali.
Oriente e Occidente: un dialogo tra mondi
Il romanzo si muove tra Europa e Asia Centrale, in un continuo scambio tra Oriente e Occidente. Le ambientazioni non sono semplici sfondi, ma diventano parte integrante della narrazione: rappresentano il desiderio dell’altrove, la fascinazione per ciò che è distante, il bisogno di confrontarsi con l’ignoto.
Eppure, per quanto i personaggi siano attratti dall’altra parte del mondo, le radici continuano a chiamare. Il viaggio diventa così non solo geografico, ma interiore.
Una storia nata in modo inatteso
Curiosamente, l’idea di “SEMEDAMORE” nasce in un momento sospeso: il 2020, durante il lockdown. Un contatto riemerso dal passato, una conversazione inaspettata, e il bisogno di raccontare. Le prime pagine vengono scritte in inglese, quasi come un flusso spontaneo, prima di essere sviluppate e tradotte nella forma definitiva del romanzo.
È proprio questa genesi particolare a conferire alla storia una dimensione intima e autentica: come se fosse nata da un’urgenza emotiva prima ancora che narrativa.
Un percorso che continua
“SEMEDAMORE” rappresenta un passo importante nel percorso di Maurizio Rivera, già autore in passato di una raccolta poetica. Oggi la sua scrittura si muove con decisione nella narrativa, esplorando relazioni, identità e tensioni interiori con uno sguardo ampio e internazionale.
E il viaggio non si ferma qui: un nuovo romanzo, dal titolo “Donne sotto scacco”, è già in fase di editing.
Con “SEMEDAMORE”, Rivera consegna ai lettori una riflessione delicata ma incisiva: ciò che seminiamo nelle persone può sopravvivere a noi. E forse, in tempi incerti, è proprio questo il messaggio più potente.

