In un momento storico in cui l’attenzione sembra premiare quasi sempre ciò che divide, arriva un progetto editoriale che sceglie deliberatamente un’altra direzione: cercare e raccontare storie vere, trasformative, coraggiose. Si chiama Crêuza de Mä ed è una nuova casa editrice indipendente nata all’interno di CDM Lab, una fucina di progetti culturali che mette al centro un’idea semplice e potentissima: valorizzare “le azioni buone” e rendere visibile ciò che spesso resta ai margini del racconto pubblico.
A guidare questa nuova avventura è Matteo Fortuna, fondatore e direttore, affiancato da una squadra che rende il progetto “a tutto tondo”: Edoardo Fantini, che segue le produzioni audiovisive, e Stefano Massari, responsabile della comunicazione e dell’identità complessiva.
Un nome che è già una dichiarazione d’intenti
Il nome Crêuza de Mä non è scelto per caso: richiama direttamente l’universo di Fabrizio De André e un immaginario fortemente legato a Genova. Ma, come spiega Fortuna, c’è anche un gioco identitario più profondo: CDM Lab non è un “laboratorio” nel senso tradizionale, bensì un “Lab” inteso come azioni buone, una bussola etica prima che un’etichetta creativa.
E la prima collana della casa editrice, non a caso, si chiama Ostinati e Contrari: un manifesto editoriale che vuole dare spazio a figure controcorrente, capaci di lasciare un segno e di parlare al presente con forza e autenticità.
La collana “Ostinati e Contrari”: ogni libro ha un cortometraggio
L’intuizione più originale di Crêuza de Mä è quella di affiancare a ogni titolo un contenuto video professionale: un cortometraggio pensato come estensione tematica del libro, non come semplice “extra”. Il lettore può accedervi tramite QR code direttamente sulla copia cartacea.
È un modo di intendere l’editoria come esperienza narrativa completa, dove la carta dialoga con l’audiovisivo e il messaggio trova più forme per arrivare a pubblici diversi, soprattutto ai più giovani.
Il primo titolo in uscita: “Dio al mio angolo” di George Foreman
Il debutto della collana è affidato a “Dio al mio angolo”, autobiografia di George Foreman, campione di pugilato e protagonista di una storia di trasformazione personale radicale. Il libro arriva in libreria il 18 marzo (con uscita ufficiale in prossimità del 20 marzo), e porta con sé un cortometraggio originale dal titolo “Aurora”.
Il video non racconta direttamente Foreman, ma affronta un tema urgente: il bullismo e la reazione possibile attraverso lo sport, con il pugilato come via di riscatto e ricostruzione. Il cortometraggio è stato realizzato in un quartiere complesso di Genova, coinvolgendo ragazzi del territorio: un dettaglio che chiarisce l’impronta sociale del progetto.
Seconda uscita: Don Andrea Gallo e “Il Vangelo degli Ultimi”
Tra i titoli più attesi c’è anche “Il Vangelo degli Ultimi”, dedicato a Don Andrea Gallo, scritto insieme a Federico Traversa, figura centrale anche nell’universo CDM grazie al podcast L’Ottimista Cosmico. Il libro ripercorre gli ultimi anni del “prete degli ultimi” con materiali inediti e nuove testimonianze, e sarà accompagnato da un cortometraggio già realizzato, presentato in alcune occasioni pubbliche.
Piccola Biblioteca della Saggezza: libri tascabili contro lo “scroll infinito”
Accanto a Ostinati e Contrari, Crêuza de Mä prepara una seconda collana destinata a diventare un tratto distintivo: la Piccola Biblioteca della Saggezza. Formato tascabile, pensato per stare letteralmente nella tasca dei jeans, e un obiettivo dichiarato: offrire alternative reali allo scroll continuo, con pagine brevi e accessibili da leggere in autobus, in coda, nei tempi morti.
I primi nomi in programma sono eterogenei e volutamente trasversali: Sadhguru, Pepe Mujica, Margherita Hack, Alda Merini. L’idea è raccogliere pensieri e parole “pubbliche” su argomenti concreti della vita, riportando nel quotidiano una forma di saggezza semplice, leggibile, utile.
Le prossime uscite e lo sguardo sul 2026
Il calendario iniziale è già ricco: oltre ai primi due titoli, sono previsti altri libri nei mesi successivi, tra cui un diario di un medico canadese che ha vissuto un’esperienza diretta a Gaza e un progetto firmato dal professor Giacobbe, in un percorso che alterna biografie, testimonianze e narrazioni capaci di lasciare traccia.
E se la domanda è inevitabile — “ma nel 2026 la carta rende?” — la risposta di Crêuza de Mä è chiara: non è una corsa al profitto, ma una scelta di senso. La casa editrice nasce con un’idea quasi militante: fare bene le cose, con cura, con qualità, e con l’ambizione che il messaggio arrivi al maggior numero di persone possibile.
Un’editoria che prova a rimettere al centro le persone
Crêuza de Mä parte da una convinzione: le storie che cambiano davvero qualcosa non sono sempre quelle che “bucano” per scandalo o polarizzazione. Ci sono vite ostinate, percorsi contrari, azioni buone che meritano di essere raccontate con la stessa forza narrativa con cui oggi si racconta il rumore.
Ed è qui che sta la promessa più interessante di questo progetto: usare libri e immagini per trasformare la memoria in presente, e il presente in una possibilità più umana.

