Un concorso internazionale che unisce creatività contemporanea, valori spirituali e un testo fondativo della nostra cultura: Assisi Suono Sacro 2026 apre le iscrizioni e invita compositori e musicisti – senza limiti di età e da ogni parte del mondo – a creare opere ispirate al Cantico delle Creature di San Francesco, nel segno dell’Ottavo Centenario.
Il progetto nasce con un’idea forte: la musica non è solo esecuzione, ma può diventare linguaggio universale, ponte tra culture e persino pratica di pace. A raccontare lo spirito dell’iniziativa è Andrea Ceccomori, membro della giuria, che descrive il concorso come un’occasione per riunire sensibilità diverse attorno a un focus comune: San Francesco e ciò che rappresenta oggi, in un’epoca attraversata da crisi ambientali, tensioni sociali e bisogno di comunità.
Un concorso aperto: comporre, creare, filmare
Assisi Suono Sacro si presenta come una chiamata ampia e inclusiva, articolata in due grandi aree:
- Composizione/Creazione musicale (con esecuzione finale dal vivo)
- Categoria Video, che apre anche a organici liberi e linguaggi visivi
La categoria video, in particolare, amplia il campo: non solo un brano “autore-registrato” ispirato al Cantico, ma anche un videoclip artistico che può tradurre in immagini il senso del testo (un paesaggio, un’idea, una narrazione visiva). È una scelta pensata per far dialogare stili e mondi lontani: dal linguaggio colto alla contemporaneità, fino a progetti che non rientrano nella formazione strumentale prevista per l’esecuzione live.
Il cuore del progetto: musica come pratica di pace
Ceccomori insiste su un punto: la musica è, per natura, un linguaggio universale. E proprio per questo può diventare un luogo di incontro reale: confronto tra estetiche, culture musicali, percorsi di vita differenti. Il concorso nasce anche con l’obiettivo di formare “musicisti per la pace”, cioè artisti capaci di incarnare valori come dialogo, responsabilità, ascolto.
In questa direzione vanno anche le attività formative collegate al progetto, con l’idea di costruire percorsi che aiutino i musicisti a suonare in modo “ispirato”: non solo tecnicamente, ma con una consapevolezza profonda del messaggio che vogliono portare.
Ispirazione o didascalia? Il Cantico come trampolino creativo
Un tema centrale, quando si lavora su un testo così preciso e iconico, è il confine tra ispirazione e didascalia. Ceccomori offre una chiave interessante: leggere e interiorizzare il Cantico mette già in una condizione di ascolto e apertura, da cui può nascere musica che si avvicina al testo senza “illustrarlo”. L’ispirazione può essere “sul” Cantico – cioè partire dai suoi significati – ma anche “attraverso” il Cantico, come stato interiore: un movimento che arriva dal cuore e dall’anima, e poi prende forma sonora.
Un’occasione artistica concreta: suonare ad Assisi, nell’anno del Centenario
Al di là dei premi, il punto più forte è l’opportunità artistica: le opere finaliste saranno protagoniste di un evento live ad Assisi in autunno. Un contesto simbolico, legato al Centenario e al luogo stesso, che può dare un impatto importante a chi partecipa, soprattutto per compositori e musicisti emergenti.
Ceccomori lo dice chiaramente: l’obiettivo non è soltanto premiare, ma portare a casa un risultato più grande—una attenzione collettiva ai temi umanitari e spirituali, un’aggregazione internazionale di musicisti che, attraverso il Cantico, riflettono sul presente: sul pianeta, sul creato, sulla deriva del nostro tempo e sulla possibilità di invertire la rotta.
Verso una comunità creativa (e forse una compilation)
L’ambizione del concorso è quella di creare una comunità artistica attorno a un tema universale. Si guarda anche a possibili sviluppi futuri: ad esempio l’idea di una compilation con le opere finaliste non è esclusa, anche se non è ancora definita ufficialmente. Un segnale, comunque, di una visione che non vuole fermarsi alla serata-evento, ma costruire continuità e tracce durature.
Assisi Suono Sacro 2026 non è solo un concorso: è un invito a trasformare un testo antico in linguaggio contemporaneo, e a usare la musica come strumento di relazione, consapevolezza e pace. Per chi compone, suona, crea immagini o cerca un progetto che metta insieme arte e senso, questa è una chiamata che vale la pena ascoltare.

