MaxNeri racconta “Universal”: «La musica deve unire culture, lingue e identità»

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MaxNeri racconta

La musica può ancora essere un linguaggio capace di abbattere confini? Per MaxNeri la risposta è sì. Con “Universal”, il suo nuovo album, il compositore e produttore costruisce un viaggio sonoro che intreccia elettronica, world music, tradizioni mediterranee e contaminazioni culturali, dando vita a un progetto che rifiuta le etichette e mette al centro il dialogo tra popoli, lingue e sensibilità artistiche.

Intervistato nel podcast Unplugged Playlist, MaxNeri ha raccontato la filosofia che anima il disco, spiegando come il titolo rappresenti perfettamente il percorso creativo dell’intero progetto.

«L’album è stato pensato come un viaggio universale, per questo mi sembrava la parola più adatta a rappresentarlo», racconta l’artista.

Un viaggio tra elettronica e Mediterraneo

In Universal convivono elettronica, sonorità etniche e influenze mediterranee. Una scelta che non nasce dalla ricerca della contaminazione fine a sé stessa, ma da un percorso artistico maturato negli anni.

MaxNeri spiega infatti di aver sempre sentito il bisogno di mescolare linguaggi musicali differenti, superando anche il limite mentale di dover appartenere a un solo genere.

«Mischiare gli stili è sempre stato il mio modo di vedere la musica. Con questo album ho superato anche l’ultimo ostacolo mentale, quello di produrre qualcosa che dovesse necessariamente rientrare in uno stile preciso.»

Le esperienze di vita diventano musica

Una parte fondamentale del progetto nasce dalle esperienze personali e dagli incontri vissuti negli anni.

Secondo MaxNeri, ogni viaggio e ogni confronto con culture diverse contribuisce naturalmente alla costruzione del proprio linguaggio musicale.

«Siamo tutti l’espressione di ciò che viviamo. Avere radici solide ma aver conosciuto luoghi e persone diverse rappresenta un grande arricchimento culturale e questo inevitabilmente si riflette nella musica.»

Il Mediterraneo come identità

Uno dei fili conduttori dell’album è il Mediterraneo, inteso non soltanto come spazio geografico, ma anche come patrimonio culturale ed emotivo.

Le origini partenopee, l’infanzia trascorsa nel Nord Italia e la scelta di vivere oggi in Puglia hanno contribuito a costruire un’identità artistica profondamente legata a questo mare.

«Il Mediterraneo è un luogo fisico, una cultura ma anche uno stato d’animo. Le mie radici sono rimaste fortissime e oggi continuano a influenzare il mio modo di produrre musica.»

Un album pensato per essere vissuto dal vivo

Anche se Universal nasce come progetto discografico, MaxNeri immagina già la sua evoluzione sul palco.

Il suo sogno è quello di riunire dal vivo le cinque cantanti protagoniste del disco, ognuna con la propria voce, la propria cultura e il proprio modo di interpretare la musica, creando uno spettacolo capace di rappresentare visivamente il messaggio dell’album.

“Morsono alla festa”, la sfida più grande

Tra tutti i brani, ce n’è uno che sintetizza meglio di ogni altro l’anima di Universal.

Si tratta di “Morsono alla festa”, definito dallo stesso autore come il riassunto dell’intero album.

Il pezzo unisce fiati bandistici, elettronica e tre lingue differenti – italiano, spagnolo e dialetto salentino – in un equilibrio musicale tutt’altro che semplice da raggiungere.

Oltre le mode del mercato

Pur riconoscendo le difficoltà che oggi incontrano i progetti più ricercati, MaxNeri continua a credere nella necessità di proporre musica capace di raccontare qualcosa di diverso rispetto ai modelli dominanti.

Per l’artista, standardizzare la creatività non rappresenta la strada giusta: ogni album deve conservare una propria identità e invitare l’ascoltatore a compiere un percorso completo, non limitato al singolo brano.

Un progetto che guarda oltre i confini

Con Universal, MaxNeri firma un lavoro che dimostra come la musica possa ancora essere uno spazio di incontro tra culture differenti. L’elettronica dialoga con la tradizione, il Mediterraneo incontra il mondo e le identità si fondono senza perdere autenticità.

È un album che invita ad ascoltare senza pregiudizi e che conferma una convinzione semplice ma potente: la musica continua a essere uno dei linguaggi più universali per creare connessioni tra persone, storie e culture.

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