Recensione amara – Piotta – Si riaprono ricordi

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L’album “Si riaprono ricordi” di Piotta è uno di quei lavori che arrivano senza fare troppo rumore, ma che si fanno ascoltare con una certa insistenza, soprattutto se hai già qualche chilometro emotivo sulle spalle.

C’è dentro molta memoria, ma non quella nostalgica da cartolina. Piotta guarda indietro senza abbellire troppo: i ricordi sono più graffi che carezze, e spesso lasciano una sensazione sospesa, quasi irrisolta. Il titolo non mente — qui i ricordi si riaprono davvero, e non sempre fa piacere.

Musicalmente, il disco si muove su coordinate abbastanza classiche per il suo stile: rap pulito, produzioni sobrie, qualche incursione più melodica. Non cerca mai il colpo di scena, e forse è proprio questo il suo limite più evidente. Alcuni brani scorrono bene ma senza lasciare un segno forte, come se mancasse quel pezzo capace di inchiodarti davvero.

I testi restano il punto forte: sinceri, diretti, a tratti anche taglienti. Però, in certi momenti, danno la sensazione di girare attorno agli stessi temi senza spingersi fino in fondo. Come se Piotta trattenesse qualcosa, invece di affondare completamente il colpo.

In definitiva, è un album onesto, anche troppo. Non è un lavoro che ti travolge, ma nemmeno uno che ti delude davvero. Ti accompagna, più che colpirti.

Voto finale: 6,5 / 10

Amaro il giusto: lascia qualcosa, ma non abbastanza da restare a lungo.

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