“Miss Italia” è uno di quei dischi che ti convincono più con la testa che con la pancia: riconosci che c’è un’idea forte, un’identità precisa, una scrittura che non vuole essere banale — però quando finisce non ti resta addosso quanto dovrebbe. Ditonellapiaga gioca bene con l’estetica, con i riferimenti, con quell’ironia un po’ tagliente che è il suo marchio, ma a tratti sembra quasi proteggersi troppo dietro questo stile, come se lasciarsi andare davvero fosse un rischio evitato all’ultimo secondo.
Il risultato è un album che si ascolta con interesse dall’inizio alla fine, senza veri crolli, ma anche senza quei picchi che ti fanno tornare indietro subito a riascoltare un pezzo. Rimane una sensazione di “quasi”: quasi incisivo, quasi emotivo, quasi memorabile. Eppure, proprio perché ha personalità e non è derivativo, alla fine gli perdoni più cose di quante dovresti. Non è un disco che ami, ma uno che rispetti — e ogni tanto, senza accorgertene, ti ritrovi a rimetterlo.
Voto 7/10

