Lino Guanciale porta in scena Umberto Eco: al Teatro Arena del Sole arriva “Il Mago di Redonda”

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Il Mago di Redonda

Il 6 e 7 novembre, a Bologna, la prima assoluta dello spettacolo che indaga le origini dell’anima giocosa di Umberto Eco. Lino Guanciale firma la regia, interpreta il protagonista e cura la drammaturgia insieme a Michele Cogo, in un viaggio tra memoria, immaginazione e identità intellettuale.

Il Teatro Arena del Sole di Bologna accoglie, nella Sala Leo de Berardinis, Il Mago di Redonda. Alle origini dell’anima giocosa di Umberto Eco, nuova produzione di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale. Lo spettacolo, in scena venerdì 6 novembre alle 20.30 e sabato 7 novembre alle 19.00, è liberamente ispirato al volume Fenomenologia di Umberto Eco di Michele Cogo, pubblicato da Baskerville nel 2010, con introduzione di Paolo Fabbri.

Una prima assoluta che sceglie di avvicinarsi a una delle figure più importanti della cultura italiana da una prospettiva originale: non una semplice rilettura delle opere più conosciute, ma un’indagine sulle radici della sua personalità, alla ricerca di quell’energia creativa e di quella curiosità che hanno accompagnato Eco fin dall’infanzia.

Lino Guanciale e Michele Cogo, un nuovo percorso artistico

Con questo progetto, Lino Guanciale e Michele Cogo rinnovano una collaborazione nata anche dall’esperienza condivisa nella serie Rai La porta rossa. La loro ricerca si traduce in una drammaturgia che intreccia il lavoro di studio, la dimensione pubblica dell’intellettuale e gli aspetti più personali della sua storia.

La produzione di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale è realizzata in collaborazione con la Fondazione Umberto Eco e la Fondazione Bottega Finzioni ETS. Guanciale, attore e regista profondamente legato a ERT, firma la regia e l’interpretazione, oltre alla drammaturgia insieme a Cogo.

Il progetto si inserisce nella stagione teatrale 2026/2027, intitolata Opera aperta, che dedica spazio alla figura e al pensiero di Umberto Eco. Il ritorno alla sua eredità culturale avviene dopo la conclusione, nel febbraio 2026, del periodo di dieci anni di silenzio sulla sua opera disposto nel testamento.

Un “Eco prima di Eco”, tra infanzia e immaginazione

Al centro dello spettacolo c’è un viaggio alle origini dell’immaginario di Umberto Eco. Il pubblico incontra un “Eco prima di Eco”: il bambino, il giovane e le prime scritture da cui si sviluppa la personalità dello studioso destinato a diventare un riferimento internazionale.

La narrazione si muove tra sfera privata e immagine pubblica, mettendo in dialogo l’uomo con il personaggio costruito nel tempo dalla sua fama. Il percorso comprende anche testi inediti e si interroga su come si sia formata quella figura di intellettuale capace di attraversare discipline, linguaggi e territori culturali apparentemente lontani.

Eco è stato scrittore, semiologo, filosofo e accademico, ma anche un protagonista della cultura popolare, capace di superare la tradizionale separazione tra cultura alta e bassa. La sua opera ha raggiunto lettori in tutto il mondo, con oltre 60 milioni di copie vendute in 54 lingue.

Lo spettacolo non intende ripercorrere semplicemente i successi dell’autore, ma cercare ciò che li ha resi possibili: l’ironia, la curiosità, la capacità enciclopedica e il piacere di giocare con le idee. La cultura, in questa prospettiva, non costruisce un’identità da zero, ma porta alla luce qualcosa che esiste già.

L’isola di Redonda, metafora del pensiero di Eco

Il titolo richiama l’isola di Redonda, luogo reale e insieme simbolico, che diventa nello spettacolo una chiave per entrare nell’universo dell’intellettuale. Uno spazio sospeso tra realtà e invenzione, dove possono convivere sapere, gioco e immaginazione.

Il motto dell’isola, Ride, si sapis, ovvero “Ridi, se sei saggio”, tratto dagli Epigrammi di Marziale, accompagna idealmente il racconto. È un invito a riconoscere nella leggerezza e nell’ironia non il contrario della conoscenza, ma una delle sue possibili espressioni.

Da qui prende forma la figura di un Homo Ludens, capace di trasformare il sapere in uno strumento di esplorazione e di interrogare il mondo attraverso il gioco intellettuale. L’infanzia non è soltanto una fase biografica da ricordare, ma il luogo in cui si possono riconoscere le prime tracce della vitalità creativa che caratterizzerà il pensiero di Eco.

Lino Guanciale: «Tornare alla sua voce in forma più meditata»

Nel raccontare il progetto, Lino Guanciale sottolinea il valore del periodo di silenzio che ha preceduto questa nuova fase di riflessione sull’opera di Eco.

«Credo che la decisione testamentaria di costringere tutte e tutti noi al silenzio, a una messa in prospettiva del suo lavoro e delle sue idee in un tempo di decantazione decisamente anomalo per la nostra feroce civiltà dell’istante, sia stato un regalo prezioso da parte di Eco sotto il profilo morale», scrive l’attore e regista.

Un tempo necessario, secondo Guanciale, per superare la solennità degli addii e ritrovare il pensiero dell’autore con uno sguardo più autentico. Proprio il rapporto tra realtà e rappresentazione, tra lo studioso e la sua immagine pubblica, costituisce uno dei nuclei della ricerca teatrale.

Guanciale riflette anche sulla costruzione del mito di Eco, diventato nel tempo una figura popolare e riconoscibile ben oltre gli ambienti accademici. Il progetto si propone di esplorare la tensione tra l’autore e il personaggio pubblico, restituendo al pubblico un’immagine meno stereotipata e più vicina alla sua energia originaria.

La drammaturgia si sviluppa attraverso tre elementi: il saggio di Michele Cogo, che analizza gli anni decisivi della crescente popolarità di Eco tra Opera aperta e Apocalittici e integrati; le esperienze personali maturate da Cogo nel corso di un rapporto decennale con l’intellettuale; e il contributo della Fondazione Umberto Eco, fondamentale per questo percorso di ricerca.

L’obiettivo è avvicinare gli spettatori al filosofo oltre la rappresentazione del genio universale, riscoprendone la vitalità creativa e la dimensione più giocosa.

“Conversando di teatro” con Lino Guanciale e Michele Cogo

Il programma prevede anche un momento di confronto con il pubblico. Sabato 7 novembre, al termine dello spettacolo, Lino Guanciale e Michele Cogo saranno protagonisti dell’incontro Conversando di teatro, un’occasione per approfondire la genesi del progetto e le scelte che hanno guidato il lavoro sulla figura di Umberto Eco.

Informazioni

  • Spettacolo: Il Mago di Redonda. Alle origini dell’anima giocosa di Umberto Eco
  • Dove: Teatro Arena del Sole, Sala Leo de Berardinis, via dell’Indipendenza 44, Bologna
  • Quando: venerdì 6 novembre, ore 20.30; sabato 7 novembre, ore 19.00
  • Incontro con gli artisti: sabato 7 novembre, al termine dello spettacolo
  • Regia e interpretazione: Lino Guanciale
  • Drammaturgia: Michele Cogo e Lino Guanciale
  • Produzione: Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
  • Collaborazioni: Fondazione Umberto Eco e Fondazione Bottega Finzioni ETS

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