A Salisburgo apre il museo dedicato a “Tutti insieme appassionatamente”: oltre 450 oggetti raccontano il film e la vera storia della famiglia von Trapp

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The Sound of Music

Nel luogo in cui è nata la storia cinematografica che ha conquistato generazioni di spettatori, apre uno spazio espositivo interamente dedicato a “The Sound of Music”. Tra costumi, fotografie, registrazioni e installazioni immersive, il museo accompagna i visitatori alla scoperta del celebre musical e della vicenda reale della famiglia von Trapp.

Ci sono film che superano il tempo e continuano a far sognare anche a distanza di decenni. È il caso di Tutti insieme appassionatamente (The Sound of Music), il grande classico del 1965 con Julie Andrews che ha trasformato le colline di Salisburgo in uno dei paesaggi cinematografici più riconoscibili al mondo.

A oltre sessant’anni dall’uscita nelle sale, la città austriaca rende omaggio a questa storia con un museo interamente dedicato al film e alla famiglia che lo ha ispirato. Il nuovo spazio espositivo, inaugurato il 20 settembre 2026, si trova nel complesso del seicentesco Palazzo Hellbrunn e raccoglie oltre 450 oggetti tra costumi, oggetti di scena, registrazioni sonore e testimonianze legate alla vera storia dei von Trapp.

Un progetto che unisce cinema, musica e memoria, offrendo ai visitatori un percorso attraverso una delle opere più amate della cultura popolare internazionale.

Dalle colline di Salisburgo a un successo mondiale

Uscito nel 1965, The Sound of Music è tratto dal musical di Broadway del 1959 e racconta, con le sue celebri canzoni, la storia di Maria e della famiglia von Trapp. La vicenda cinematografica si ispira a una storia vera: quella di una famiglia austriaca costretta a lasciare il proprio Paese durante l’ascesa del nazismo.

Il film ha contribuito in maniera determinante a costruire l’immagine internazionale di Salisburgo, trasformando i suoi paesaggi in una meta amata dagli appassionati provenienti da tutto il mondo.

«Nessun film ha influenzato la percezione internazionale della nostra provincia in modo così profondo e duraturo», ha dichiarato Stefan Schnöll, vicegovernatore della regione di Salisburgo, sottolineando il valore del nuovo museo nel mettere in relazione la storia della famiglia von Trapp con il musical e la sua trasposizione cinematografica.

Un percorso tra oggetti originali e installazioni immersive

La visita comincia da uno dei luoghi più iconici del film: il celebre gazebo di vetro, scenario di alcune sequenze musicali rimaste nella memoria degli spettatori.

È qui che furono girate le scene di “Sixteen Going on Seventeen”, il duetto tra Liesl e Rolfe, e di “Something Good”. Il gazebo si trovava originariamente nei pressi del laghetto di Leopoldskron, ma nel 1991 venne trasferito a Hellbrunn per rendere più semplice l’accesso ai numerosi visitatori e ammiratori del film.

All’interno del museo è presente anche una replica della struttura, trasformata in uno spazio cinematografico immersivo. Una proiezione a 360 gradi permette di rivivere due momenti musicali particolarmente amati: la serenata tra Liesl e Rolfe e “Do-Re-Mi”, la canzone con cui Maria insegna ai bambini von Trapp ad avvicinarsi alla musica.

Il percorso espositivo prosegue al piano terra con la galleria “My Favorite Things”, caratterizzata da un allestimento nei toni del rosa. Qui trova spazio una parte della vasta collezione del collezionista olandese Roger Pluijm, dalla quale il museo ha acquisito oltre 2.500 oggetti legati a The Sound of Music.

La vera storia della famiglia von Trapp

Il piano superiore è dedicato alla vicenda storica della famiglia, andando oltre la rappresentazione cinematografica. L’esposizione racconta chi erano realmente i von Trapp, il loro percorso musicale come Trapp Family Singers, l’emigrazione negli Stati Uniti e l’eredità lasciata alle generazioni successive.

Un elemento che rende il museo particolarmente significativo è proprio il dialogo tra finzione e realtà. Il film ha reso celebre una storia, ma dietro le interpretazioni degli attori e le canzoni conosciute in tutto il mondo ci sono persone, esperienze e vicende familiari che meritano di essere raccontate.

All’inaugurazione ha partecipato anche Elisabeth von Trapp, nipote di uno dei membri originari del gruppo musicale. Suo padre, Werner, faceva parte della famiglia e nel film il suo personaggio è rappresentato da Kurt.

Elisabeth ha apprezzato il modo in cui il museo riesce a raccontare entrambe le dimensioni della storia, quella cinematografica e quella familiare, definendo il percorso intimo e capace di restituire un legame autentico con i suoi parenti.

Salisburgo celebra un patrimonio culturale senza tempo

L’apertura del museo rappresenta un nuovo capitolo nel rapporto tra Salisburgo e uno dei film che più hanno contribuito alla sua notorietà internazionale.

Non si tratta soltanto di un’esposizione dedicata agli appassionati di cinema o agli ammiratori di Julie Andrews. Il progetto offre anche l’occasione di approfondire una vicenda storica, riscoprire il ruolo della musica nella vita della famiglia von Trapp e comprendere come una storia personale sia diventata un fenomeno culturale capace di attraversare generazioni e confini.

A Palazzo Hellbrunn, dunque, le note di The Sound of Music continuano a risuonare in una forma nuova: non più soltanto sullo schermo, ma in un percorso che restituisce memoria, emozioni e storia a uno dei musical più amati di sempre.

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