Il rapper romano, già membro del TruceKlan, pubblica per Time 2 Rap un disco di 17 brani. Tra sonorità hardcore, gangsta rap e collaborazioni con Ice One, Inoki, Danno e Ketama126, il progetto rivendica le radici più autentiche della scena romana.
Diciassette tracce, un’identità sonora riconoscibile e un messaggio che non cerca mediazioni. Zinghero, nome d’arte di Mattia D’Aprile ed ex membro del collettivo TruceKlan, torna con “Il male necessario”, il nuovo album disponibile da venerdì 6 novembre per Time 2 Rap. Un lavoro che arriva a due anni da “97” e che segna una nuova fase del percorso artistico del rapper romano.
Il disco si muove tra gangsta rap e hardcore, recuperando le atmosfere più dure e oscure dell’hip hop di strada. Roma è il riferimento culturale e musicale che attraversa il progetto, insieme a un racconto diretto, fatto di esperienze vissute e di una realtà che Zinghero sceglie di non addolcire.
Il significato di un titolo provocatorio
“Il male necessario” non è soltanto il nome scelto per il nuovo album, ma una presa di posizione artistica. Zinghero punta a riportare l’attenzione su un modo di intendere il rap legato alla strada, alla concretezza delle esperienze personali e a una narrazione lontana dalle costruzioni artificiali.
Il progetto conserva la rabbia e l’impatto che caratterizzano le origini dell’artista, ma li inserisce in una prospettiva più matura. Il tempo e le esperienze hanno aggiunto consapevolezza al suo linguaggio, senza cancellare quella componente ruvida che rappresenta una parte fondamentale della sua identità.
L’obiettivo è riaffermare il valore di una scena che ha costruito il proprio percorso raccontando storie, contraddizioni e difficoltà senza cercare necessariamente il consenso.
Una squadra che unisce la vecchia scuola e i nuovi protagonisti
Tra gli aspetti più significativi del disco c’è la varietà delle collaborazioni. Zinghero ha coinvolto artisti con cui condivide un legame umano e musicale consolidato, affiancandoli a interpreti di una generazione più recente.
La componente legata alla storia del rap italiano comprende Ice One, Inoki, Nto, Ketama126, Ugo Borghetti e Danno. A rappresentare le nuove leve arrivano invece Barrabravas, Chiky Realeza, Rafilù, Big Tino, Thai Smoke, L’Elfo, Bandog e Murzett.
La presenza di queste voci costruisce un collegamento tra differenti momenti della cultura hip hop, senza trasformare l’album in un’operazione nostalgica. Il confronto tra generazioni diventa piuttosto uno strumento per mantenere vivo un linguaggio musicale che continua a evolversi, conservando le proprie radici.
Lou Chano guida la direzione artistica
A coordinare il progetto è Lou Chano, produttore storico tra techno e rap, che torna a collaborare con Zinghero dopo aver curato la direzione artistica di “Fiji de ’na lupa”, primo album dell’artista pubblicato nel 2009.
Il comparto musicale porta la firma di diversi producer: oltre a Lou Chano, hanno contribuito Mammoth, Ketama126, Millie Rich, Agatha, Piello, Funkyman, Landi, XXIII, DJ Craim e Lowpara.
Una produzione condivisa che accompagna le diciassette tracce attraverso sonorità pesanti e atmosfere tese, coerenti con l’impostazione complessiva del lavoro. L’incontro tra sensibilità differenti permette di ampliare il panorama sonoro senza perdere la compattezza dell’identità artistica.
Formati e disponibilità
“Il male necessario” è pubblicato da Time 2 Rap ed è disponibile sulle piattaforme digitali, in CD e in vinile. Per quest’ultimo formato sono state realizzate due edizioni: un doppio vinile nero standard e un doppio vinile verde trasparente, entrambi con confezione gatefold.
Con questo album Zinghero riafferma il legame con il rap romano più crudo, ma soprattutto presenta un progetto che guarda avanti. Il passato del TruceKlan e le esperienze maturate negli anni diventano il punto di partenza per un racconto nuovo, nel quale rabbia, lucidità e consapevolezza convivono.
“Il male necessario” non vuole essere una semplice operazione di recupero della vecchia scena: è la dichiarazione di un artista che sceglie di tornare a parlare con la propria voce, senza maschere e senza chiedere il permesso.

