“L’Odissea, una vera troyata!”: Thomas Centaro porta a Milano il musical-parodia che fa ridere (e fa ricordare Omero)

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C’è chi studia l’Odissea sui libri e chi la riscopre a teatro, ridendo a crepapelle. È la scommessa – riuscita – di Thomas Centaro, attore di prosa, speaker e doppiatore, che da 13 anni porta in scena “L’Odissea, una vera troyata!”, un musical parodia diventato un piccolo cult milanese, già visto da oltre 5.000 spettatori.

Un titolo che è già una dichiarazione d’intenti: prendere un “pilastro” della cultura classica e restituirlo al pubblico in chiave pop, leggera, nazional-popolare, senza perdere il filo della storia. Perché sì: si ride, ma alla fine i nomi e i passaggi restano in testa. Anche a chi pensava di aver “archiviato” Omero al liceo.

Un’idea nata da una richiesta semplice: “Facci ridere”

Centaro racconta che la scintilla è arrivata dopo uno spettacolo completamente diverso: era in scena con Le notti bianche di Dostoevskij, quindi tutt’altro tono. Il pubblico apprezza, applaude… ma poi arriva la domanda più diretta possibile: “È stato bello, però perché non ci fai un po’ ridere?”.

E lì scatta la risposta creativa: va bene, facciamo un musical. Ma lo scrivo io, lo dirigo io e lo faccio come vorrei vederlo io. Da quel momento nasce un progetto che in Italia è quasi una rarità: il musical-parodia, genere diffusissimo altrove, ma poco praticato nel nostro panorama.

Una parodia “con decoro” (e senza volgarità)

La regola d’oro è sorprendente: Centaro parla di una sola linea guida, il decoro – per quanto possa esistere un decoro dentro una parodia – e soprattutto di un obiettivo chiaro: non scendere nello scurrile.

L’idea è che lo spettacolo possa essere visto anche da giovani, famiglie e bambini, e che sia un modo divertente per avvicinarsi al teatro e, indirettamente, alla cultura classica. E funziona: il pubblico esce con la sensazione di una serata “libera”, senza pensieri, e con un bonus inatteso… la memoria che torna. Perché magari, dopo aver riso, ti ricordi pure che Calipso è la ninfa che trattiene Ulisse.

“Non ci stai dentro col ciappello”: il complimento più bello

Tra i commenti che riceve a fine spettacolo, Centaro ne cita uno che è quasi un marchio di fabbrica: “Tu non ce la puoi fare, non ci stai dentro col ciappello”. Tradotto: hai superato il limite, ma nel modo giusto.

L’altro complimento ricorrente riguarda la leggerezza e la capacità di affrontare argomenti potenzialmente “pericolosi” con una comicità intelligente. Lo dimostra anche l’esperienza con altri lavori: persino quando si toccano testi o temi delicati, l’approccio pop e parodistico riesce a far convivere risate e rispetto (con platee sorprendenti, anche molto “rigorose”).

Il linguaggio cambia con i tempi: dentro lo spettacolo entrano i social

In 13 anni cambia tutto: cambia il pubblico, cambia il mondo, cambia soprattutto il linguaggio. E qui Centaro gioca una delle sue carte comiche più efficaci: l’Odissea perde l’aulicità e si trasforma in un racconto da bar, da strada, con personaggi che parlano come parlano oggi.

C’è chi “triggera”, chi “chilla”, chi sembra uscito da un feed di TikTok. Il risultato è un doppio livello: i più adulti restano spiazzati (“ma che sta dicendo?”), i più giovani si riconoscono. È un equilibrio che rende lo spettacolo trasversale e, soprattutto, molto ritmato.

45 canzoni (mini) e ritmo serratissimo: la musica come motore narrativo

La parte musicale è un altro tratto distintivo: circa 45 brani, in versione “cut”, da un minuto / un minuto e mezzo, pensati non come semplice intermezzo ma come parte integrante della narrazione.

L’ispirazione arriva da un modello storico: il Quartetto Cetra, che costruiva parodie riscrivendo testi su musiche note. È la stessa tecnica: melodie riconoscibili, parole nuove, storia che corre veloce e dialoghi ridotti a sketch rapidissimi. Risultato: uno spettacolo che non molla mai il ritmo e diventa quasi un “concerto” teatrale.

E quando il pubblico affezionato torna (e torna davvero), succede una cosa rara: molti spettatori conoscono le battute a memoria e cantano insieme alla compagnia. Una serata goliardica, collettiva, liberatoria.

Date a Milano e biglietti: 27-28 marzo all’EcoTeatro

Chi vuole vederlo dal vivo ha due date precise da segnare:

  • 27 e 28 marzoEcoTeatro di Milano
  • Biglietti disponibili su VivaTicket

Due sere, venerdì e sabato, con l’energia tipica dello spettacolo “da serata tra amici”: si va per ridere, per staccare, per respirare. E, nel frattempo, si torna anche un po’ a Itaca.

E dopo? Una pausa e nuova scrittura

Centaro anticipa anche una cosa importante: dopo questa fase legata all’Odissea, pensa a una pausa di circa un anno dal teatro, per dedicarsi alla scrittura di nuovi progetti. Idee “malate”, come le definisce lui, ma complesse e tutte da costruire da zero.

Intanto, però, il messaggio è chiaro: se avete bisogno di una serata che “fa bene al cuore”, questa è una di quelle occasioni che vale la pena cogliere.

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