Nel cuore di Cinemagia – Cinema Damare 2026, il festival dedicato al cinema indipendente internazionale che dal 16 al 18 luglio trasforma il suggestivo Castello Miramare di Maccarese in un luogo di incontro tra arte, cultura e grandi storie, CinemaStories incontra Elisa De Fabrizio.
Attrice classe 2000, ma con un curriculum già ricco di esperienze sul set, Elisa è il volto scelto per condurre la prima serata di Cinemagia 2026, un appuntamento che riunisce grandi protagonisti del cinema italiano, giovani autori e professionisti dell’audiovisivo.
Un percorso iniziato prestissimo, quando aveva appena tre anni, e che l’ha portata a lavorare in produzioni come “Sospetti 3”, “Il Commissario Rex”, “L’amore rubato” e “Don Matteo”, oltre a sviluppare una formazione artistica che unisce recitazione, danza e studi universitari in interpretazione e traduzione.
Ai microfoni di CinemaStories, Elisa racconta l’emozione di affrontare per la prima volta una conduzione in solitaria, il valore del cinema come esperienza collettiva e il desiderio di continuare a esplorare nuovi linguaggi artistici.
Elisa De Fabrizio: «Quando mi hanno detto che avrei condotto Cinemagia ho pensato: siete sicuri?»
La prima emozione legata a Cinemagia è stata sorpresa e grande entusiasmo.
«Quando mi hanno chiamato e mi hanno detto che sarei stata io la conduttrice della prima serata ho risposto: siete sicuri? Mi volete affiancare qualcuno? Invece mi hanno detto che avevano piena fiducia in me e mi hanno dato carta bianca».
Per Elisa si tratta di una nuova sfida professionale:
«Ho esperienza come attrice, ho iniziato a lavorare quando avevo tre anni, ho fatto fiction, cinema, radio e tante interviste, però questa è la mia prima vera conduzione da sola. Per me è un’emozione unica».
Una responsabilità importante, soprattutto considerando il livello degli ospiti presenti al festival:
«Avremo nomi importantissimi del cinema italiano. È una grande responsabilità e ci tengo tantissimo. È un mese e mezzo che lavoro fino alle tre di notte perché voglio essere precisa e prepararmi al meglio».
Il cinema come incontro tra arte, territorio ed emozione
Cinemagia sceglie una location speciale: il Castello Miramare di Maccarese, un luogo dove il cinema incontra il mare e la magia del tramonto.
Secondo Elisa questa scelta rappresenta perfettamente lo spirito del festival:
«Per me è importantissimo creare luoghi capaci di unire arte, territorio ed emozione. Quando mi chiedono perché faccio cinema, io rispondo: per emozionare gli altri».
L’attrice riflette anche sul rapporto tra arte e tecnologia:
«Sto studiando interpretazione e traduzione e abbiamo fatto ricerche sull’intelligenza artificiale. La mia conclusione è che l’IA non può sostituire completamente l’uomo perché l’arte nasce da un’emozione».
«Un artista crea perché vuole comunicare qualcosa agli altri. Un film, un quadro, una scultura nascono da un sentimento. L’intelligenza artificiale invece restituisce quello che le viene chiesto attraverso un comando. La vera arte nasce dall’esperienza umana».
Una vita sul set: «La recitazione per me era un gioco, poi è diventata una scelta»
Elisa ha iniziato giovanissima, ma il passaggio dalla passione alla professione è arrivato attraverso un momento difficile della sua vita.
«Io sono cresciuta facendo provini e andando sui set, quindi per me era la normalità. Non ho mai vissuto una vita senza questo mondo».
Poi un periodo complesso durante l’adolescenza ha cambiato la sua prospettiva:
«Alle medie ho vissuto un momento molto difficile con la separazione dei miei genitori e la perdita di mia nonna Loretta Lanciani, che era stata una bambina prodigio del cinema italiano».
In quel momento la recitazione è diventata un punto di riferimento:
«Era il mio unico appiglio, l’unica cosa che mi faceva vedere una luce. È stato proprio da quel dolore che ho capito che forse non era soltanto una passione, ma volevo che diventasse il mio lavoro e il mio stile di vita».
Dal personaggio alla conduzione: «La cosa più bella è condividere»
Passare dal recitare un ruolo al condurre una serata significa cambiare prospettiva.
«Quando fai l’attrice entri nei panni di qualcun altro. Quando conduci devi accompagnare il pubblico dentro le storie degli altri».
Per Elisa il valore più grande resta la condivisione:
«Quando faccio un film o un progetto, la cosa più bella è sapere che le persone a cui voglio bene lo vedranno. Il cinema ha senso proprio perché non è un’esperienza individuale, ma collettiva».
«Portare il pubblico dentro queste storie è per me un grande onore».
La sfida più grande? Prepararsi a ogni imprevisto
La conduzione richiede una preparazione diversa rispetto alla recitazione.
«La cosa più difficile è il problem solving. Nella mia testa ho già creato una lista di cose che potrebbero andare storte e preparato diversi piani B».
Elisa racconta anche il lavoro dietro le quinte:
«Sto studiando tutti gli ospiti, perché non voglio che nessuno venga trattato come un semplice numero. Ogni persona che salirà sul palco ha una carriera, un percorso e un valore nel panorama del cinema e della cultura».
Federico Moccia: da insegnante a intervistato
Tra gli incontri più emozionanti di Cinemagia per Elisa c’è quello con Federico Moccia.
«Domani intervisterò Federico Moccia e per me è un grande onore perché è stato uno dei miei insegnanti quando frequentavo l’Actors Planet di Rossella Izzo».
Un momento particolare:
«Passare da allieva a intervistatrice è una bella emozione. Federico è un’icona, soprattutto per Roma e per la mia generazione».
Il sogno nel futuro: una commedia italiana tutta da ballare
Dopo tanti ruoli intensi, Elisa sogna qualcosa di diverso.
«Ho avuto la fortuna di fare molti film impegnati, come “L’amore rubato”, ispirato ai romanzi di Dacia Maraini, o la storia sulla strage di Capaci. Sono esperienze importanti».
Ma ora vorrebbe cambiare registro:
«Mi piacerebbe interpretare una commedia italiana, qualcosa di leggero, con la danza. Studio danza da quasi cinque anni alla scuola diretta da Franco Miseria con il maestro Alessandro Ducchi».
Il sogno?
«Una versione italiana di Barbie. Un personaggio tutto rosa, leggero, divertente. Non ho mai fatto qualcosa del genere e mi piacerebbe molto».
CinemaStories saluta Elisa De Fabrizio
Con entusiasmo, preparazione e una grande passione per il cinema, Elisa De Fabrizio si prepara a guidare il pubblico nella prima serata di Cinemagia – Cinema Damare 2026.
Un festival che, attraverso il cinema indipendente, vuole ricordare quanto le storie abbiano ancora il potere di emozionare, unire e creare connessioni.
Perché, come racconta Elisa, il cinema non è soltanto un’immagine sullo schermo: è un’emozione condivisa

