Ci sono artisti che riempiono uno stadio. E poi c’è Zucchero, che riesce a trasformarlo in un enorme club blues sotto le stelle. Martedì 14 luglio, al Franco Scoglio di Messina, Adelmo Fornaciari ha portato in scena uno spettacolo che non ha avuto bisogno di effetti speciali per imporsi: sono bastate una band di livello internazionale, una voce che continua a scavare nella carne delle canzoni e un repertorio che appartiene ormai al patrimonio della musica italiana. Il concerto rientrava nel tour “BAILA (Sexy Thing) 25th – Under the Moonlight”, dedicato anche alla celebrazione di uno dei suoi brani simbolo.
L’impatto iniziale è quello di un live costruito con precisione quasi americana. Le luci disegnano atmosfere calde, i fiati spingono il groove senza mai eccedere, mentre la sezione ritmica macina chilometri con una naturalezza impressionante. Zucchero entra in scena senza inseguire la nostalgia: la domina. Ogni brano sembra ricordare al pubblico quanto il suo catalogo sia riuscito ad attraversare quattro decenni senza perdere identità.
Il blues resta il punto di partenza, ma sul palco convivono soul, rock, gospel, funk e quella contaminazione mediterranea che ha sempre reso unico il suo linguaggio musicale. La band, impeccabile, non accompagna semplicemente il cantante: dialoga con lui. Ogni assolo trova il suo spazio, ogni pausa pesa quanto una nota.
La scaletta pesca dai grandi classici e lascia poco respiro al pubblico. Baila (Sexy Thing) scatena il primo boato collettivo, Il mare impetuoso al tramonto salì sulla Luna e dietro una tendina di stelle…mantiene intatta la sua forza evocativa, Diamante emoziona senza bisogno di artifici, mentre Miserereconserva quella teatralità che ancora oggi riesce a fermare il tempo. Nel finale, Diavolo in me e Per colpa di chi? trasformano lo stadio in una gigantesca festa popolare, con migliaia di persone a cantare ogni parola. La setlist ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera alternando brani storici e momenti più recenti.
Ma la vera forza del concerto sta nell’interpretazione. A settant’anni compiuti, Zucchero canta con meno esibizionismo rispetto al passato e molta più consapevolezza. Le imperfezioni diventano carattere, i silenzi acquistano valore, le inflessioni blues raccontano un vissuto che nessun virtuosismo potrebbe imitare.
Anche il pubblico messinese risponde con calore. Il Franco Scoglio si dimostra ancora una volta una cornice ideale per i grandi concerti estivi: partecipazione costante, cori potenti e una connessione che cresce canzone dopo canzone fino al lungo applauso finale.
In un’estate musicale sempre più dominata da produzioni spettacolari e show costruiti al millimetro, Zucchero sceglie una strada diversa: mette al centro la musica. E proprio questa scelta rende il suo concerto uno dei più convincenti della stagione. Nessuna rincorsa alle mode, nessun bisogno di reinventarsi a tutti i costi. Solo un artista che continua a fare ciò che gli riesce meglio: suonare il blues, raccontare emozioni e ricordare, per oltre due ore, quanto possa essere potente una canzone quando è sostenuta da una grande voce e da una band straordinaria.

